Perché le frontiere cambiano, la mostra dei Masbedo all’ICA di Milano. Tra cinema e performance

Il duo artistico ci parla dei nuovi video realizzati nell’ambito del più complesso progetto “Videomobile”, presentato per la prima volta a Palermo in occasione di Manifesta. E rivolge un particolare appello al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini

MASBEDO Blind Mirrors Still da video 2019 Video 4K Courtesy In Between Art Film
MASBEDO Blind Mirrors Still da video 2019 Video 4K Courtesy In Between Art Film

È un omaggio al cinema sperimentale siciliano Videomobile (2018), il progetto che il duo di videoartisti Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) ha ideato e costruito in occasione di Manifesta 12, confermandosi subito tra gli interventi più apprezzati e riusciti della biennale d’arte contemporanea itinerante che nel 2018 ha fatto tappa a Palermo. L’intervento dei Masbedo per Manifesta parte molto tempo prima rispetto all’inizio della biennale: i due artisti attraversano la Sicilia a bordo del Videomobile, un vecchio furgone merci OM degli anni Settanta trasformato in palco per performance, studio di produzione, dispositivo narrativo di storie legate al cinema siciliano raccontate attraverso i video che gli artisti hanno realizzato durante il loro errare sull’Isola. Video di cui il pubblico può fruire salendo proprio sul Videomobile, che diventa così anche una installazione multicanale. Un progetto in progress, che è proseguito anche dopo la conclusione di Manifesta, con la realizzazione di nuovi video che verranno presentati il prossimo 12 ottobre all’ICA di Milano in occasione di Perché le frontiere cambiano, mostra dei Masbedo a cura di Alberto Salvadori.

Masbedo, Protocol no 90-6, 2018. Archivio di Stato di Palermo
Masbedo, Protocol no 90-6, 2018. Archivio di Stato di Palermo

VIDEOMOBILE DEI MASBEDO DA PALERMO ALL’ICA DI MILANO

Vittorio De Seta, Ugo Gregoretti, Francesco Rosi, Luchino Visconti, la casa di produzione Panaria Film sono i punti di riferimento cinematografici di Videomobile, ma anche il prisma attraverso cui i Masbedo hanno scavato negli strati più profondi della Sicilia, raccontandone prima di tutto l’umanità e storie spesso dimenticate o sotterrate. Come quella di Vittorio De Seta, a cui i Masbedo hanno dedicato, nell’ambito di Manifesta, l’installazione Protocol no. 90/6, all’interno dell’Archivio di Stato di Palermo. Un video in cui una marionetta vestita da operaio, realizzata e animata da Mimmo Cuticchio, simboleggia De Seta, la cui attività di regista venne spesso controllata dalle Autorità, ma anche l’essere artista, in balia tra la libertà di espressione e il controllo o i limiti imposti dalla società. E a proposito di limiti, chiediamo ai Masbedo il perché del titolo della mostra milanese, Perché le frontiere cambiano: “cambiano perché è proprio nella natura dell’arte, che è fondamentalmente un atto trasformista”, rispondono gli artisti. “L’arte si collega sempre ai cambiamenti del suo tempo e a quelli degli individui. Le frontiere nel mondo dell’arte devono cambiare, altrimenti ci sarebbero solo mondi ripetitivi. Ci piace l’idea dei confini che si aprono, si spostano, diventano anarchici, quasi instabili, perché questa è la condizione artistica. La mostra gioca su due fattori importantissimi, ovvero il concetto poetico e quello politico dell’arte… E dunque le frontiere cambiano”.

MASBEDO Videomobile (Leoluca Orlando) 2019 Video installazione Durata e dimensioni variabili Courtesy In Between Art Film Ph: Genny Petrotta
MASBEDO
Videomobile (Leoluca Orlando)
2019
Video installazione
Durata e dimensioni variabili Courtesy In Between Art Film Ph: Genny Petrotta

LA MOSTRA DEI MASBEDO ALL’ICA DI MILANO

In occasione della mostra milanese, i Masbedo presenteranno nuovi video che vanno a completare il mosaico di Videomobile: protagonisti saranno, questa volta, Vittoria Alliata, figlia di Francesco Alliata, fondatore a metà degli anni Quaranta della casa di produzione siciliana Panaria Film, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e la comunità Tamil del capoluogo siciliano. “Siamo stati all’interno della villa di Vittoria Alliata, che ci ha mostrato gli archivi della Panaria Film”, ci raccontano i Masbedo. “Una storia al limite del romantico: i registi di questa casa di produzione erano dei sognatori, invece di realizzare film da botteghino hanno investito tutte le loro risorse per fare esperimenti cinematografici, totalmente apolitici, inventandosi mondi impossibili come il cinema subacqueo, costruendo manualmente telecamere che potessero andare sottacqua”. E poi la video-performance che vede protagonista il sindaco di Palermo, alle prese con un comizio all’interno di un velodromo vuoto. “Forse la cosa più bella di Palermo è che si tratta di una città che alimenta continuamente la curiosità”, continuano gli artisti. “Il Videomobile è un meccanismo artistico curioso che non finisce mai, potremmo continuare per anni: è una sorta di carro che va a indagare attraverso le storie e le esperienze umane il senso che oggi è rimasto di un certo tipo di immagine. Nel caso specifico, a essere al centro dei nostri interessi è un certo cinema sperimentale, che ha il coraggio attraverso l’immagine di dare una sua dimensione poetica e di rottura”. I video realizzati per Videomobile in futuro convoglieranno in un unico film, dal titolo Welcome Palermo.

MASBEDO Blind Mirrors Still da video 2019 Video 4K Courtesy In Between Art Film
MASBEDO
Blind Mirrors
Still da video
2019
Video 4K
Courtesy In Between Art Film

I MASBEDO A PALAZZO GANGI. DAL GATTOPARDO A VIDEOMOBILE

Tra i nuovi video che saranno presentati a Milano, è anche la rilettura che i Masbedo hanno dato alla celeberrima “scena del ballo” tratta dal film di Luchino Visconti Il Gattopardo. Ad accogliere la scena è sempre il maestoso salone di Palazzo Gangi a Palermo, ma stavolta a danzare non è l’aristocrazia palermitana, ma la comunità Tamil del capoluogo siciliano. Una sorta di coincidentia oppositorum che diventa possibile solo a Palermo: “solo in questa città può avvenire una cosa del genere”, raccontano gli artisti. “Convincere la principessa ad aprirci le porte del palazzo, spiegare alla comunità Tamil il progetto e invitarli a fare la loro danza sacra all’interno di un luogo che non è il loro. Portare una minoranza in quello che Visconti ha raccontato come un luogo di potere, e vedere che tutto si integrava alla perfezione, è stata una grande soddisfazione”. 

L’APPELLLO DEI MASBEDO AL MINISTRO FRANCESCHINI 

Il nostro incontro con i Masbedo termina con uno speciale appello che il duo rivolge al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Siamo in accordo con il sindaco Orlando per donare alla città l’installazione che abbiamo realizzato in occasione di Manifesta 12, Protocol no. 90/6, affinché venga nuovamente collocata all’interno dell’Archivio di Stato. Stiamo aspettando il benestare del nuovo Ministro Franceschini per rendere possibile la donazione”.

– Desirée Maida

Milano // dal 12 ottobre al 10 novembre 2019
Opening: 11 ottobre ore 18-21
Masbedo – Perché le frontiere cambiano
ICA – Istituto Contemporaneo per le Arti
www.icamilano.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.