Henrik Strömberg rilegge Gutai. A Napoli

Palazzo Spinelli di Tarsia, Napoli – fino al 31 gennaio 2020. L’artista svedese Henrik Strömberg crea un nuovo vocabolario di significati con scenografie di oggetti e immagini.

Henrik Strömberg, The Compost, dettaglio installazione, volumi in vetro, stampa su carta, collage di negativo fotografico, dimensioni variabili, 2019, ph. © Henrik Strömberg
Henrik Strömberg, The Compost, dettaglio installazione, volumi in vetro, stampa su carta, collage di negativo fotografico, dimensioni variabili, 2019, ph. © Henrik Strömberg

La Fondazione Morra apre le porte del raffinato Palazzo Spinelli di Tarsia, nel cuore di una Napoli spontanea e genuina, per una mostra di respiro internazionale in perfetto accordo con la visione del suo fondatore Giuseppe Morra, esperto illuminato e appassionato d’arte contemporanea a cui si deve, fin dagli Anni Settanta, la prima presenza in Italia di alcuni degli artisti più interessanti della scena internazionale.
La scelta di accogliere Henrik Strömberg (1970), artista svedese trapiantato a Berlino, nella mostra Refraction of lightness/Rifrazione di luce anticipata da una residenza artistica a Casa Morra, sotto la curatela di Chiara Valci Mazzara, ormai da anni sulla scena berlinese, e di Loredana Troise, autorevole portavoce del contemporaneo della Fondazione, non smentisce e anzi ribadisce il ruolo chiave della Fondazione Morra sul territorio napoletano, nazionale e internazionale per una ricerca non convenzionale volta al dialogo con il territorio, nel progetto del Quartiere dell’Arte, e con una coralità di esperti e appassionati che ha visto l’ulteriore coinvolgimento dello storico Laboratorio Avella, e di Gianluigi Prencipe, maestri della serigrafia.

Henrik Strömberg, Double Negative- Refraction of Lightness, hand blown glass volumes, sizes variable, serigraph on paper, cm 50x70, 2019 /Composition of one Image consisting in 8 serigraphs,stacks of serigraphs,hand blown elements (images whole and close ups), ph. © Henrik Strömberg
Henrik Strömberg, Double Negative- Refraction of Lightness, hand blown glass volumes, sizes variable, serigraph on paper, cm 50×70, 2019 /Composition of one Image consisting in 8 serigraphs,stacks of serigraphs,hand blown elements (images whole and close ups), ph. © Henrik Strömberg

PER UNA NUOVA SEMANTICA DELL’OGGETTO

In un momento storico di “dittatura dell’oggetto”, Henrik Strömberg riporta al centro della riflessione l’elemento nella sua presenza e assenza di fisicità resa nella poetica e metafisica coesione di differenti media che spostano il baricentro del significante nell’osservazione di nuovi significati. La bidimensionalità di ritagli di negativi e di frammenti fotografici in serigrafie realizzate al Laboratorio Avella, che escono dalla percezione del dettaglio, abolendo i confini del passpartout, flirta con presenze tridimensionali, ventri trasparenti quali eco dei vasi pompeiani, che accolgono giornali bruciati come memorie consumate, mentre assumono enigmatiche posture quasi fossero vive presenze antropomorfe.
Nel minimalismo della visione, in sintonia con l’eredità dei rayogrammi e dell’object trouvé, Strömberg crea un ambiente immersivo in cui la luce e le sue infinite scomposizioni innescano un’inversione di tendenza che muta i significati e apre nuove prospettive interpretative, avvolgendo lo spettatore in un flusso inconscio che scatena interrogativi e sistemi percettivi altri, sconvolgendo il comune senso dell’oggetto.
Le evanescenti immagini in bianco e nero e i relitti di pellicola su grandi tele che disegnano quinte scenografiche accolgono la concitazione dell’atto creativo nelle forme primigenie, quasi totemiche del vetro che, nel silenzio della presenza, sembrano frutto di un impeto intellettivo che riecheggia nei segni lasciati dal gesto sulle tele Gutai di Shōzō Shimamoto, in permanenza a Palazzo Spinelli di Tarsia.
Gli oggetti di Henrik Strömberg sono elementi fondanti di un linguaggio che si eleva a forma e contenuto, segni morfologici di un’altra semantica in un gioco di equilibri percettivi.

Eloisa Saldari

Evento correlato
Nome eventoHenrik Strömberg - Refraction of lightness
Vernissage12/10/2019 ore 19
Duratadal 12/10/2019 al 31/01/2020
AutoreHenrik Strömberg
CuratoriLoredana Troise, Chiara Valci Mazzara
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPALAZZO SPINELLI DI TARSIA
IndirizzoLargo Tarsia 2 - Napoli - Campania
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Eloisa Saldari
Eloisa Saldari (Roma, 1978), storica dell’arte e curatrice freelance, ha approfondito lo studio dei rapporti tra arti visive e scienza, in particolare nell’ambito dell’Arte Povera. Specializzata in comunicazione estetica e museale, è stata curatrice dello spazio sperimentale non profit Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, dal 2009 collabora con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio (Roma) nel coordinamento scientifico e organizzativo di mostre ed eventi. Si interessa di educazione all’arte con l’ideazione e la gestione di attività didattiche che introducono alla esperienza estetico-pedagogica e contestualmente è docente in master post-universitari. Collabora con riviste specializzate in arte contemporanea.