Biennale di Lione. Immagini e riflessioni sulle mostre collaterali

Mentre s’inaugura la Biennale di Lione, la città offre ai visitatori un ampio programma di mostre collaterali. Ecco le immagini e le prime impressioni

Jérusalem céleste (détail), 2019 © Anselm Kiefer et Jean-Philippe Simard
Jérusalem céleste (détail), 2019 © Anselm Kiefer et Jean-Philippe Simard

Il vasto programma di mostre collaterali della Biennale di Lione spazia tra emergenti e big del contemporaneo. Appuntamento ormai tradizionale, la collettiva Rendez-vous allo IAC propone una selezione di giovani artisti di diverse nazionalità. Tra i dieci invitati spicca proprio un artista di casa, Théo Massoulier (nato a Pertuis ma residente a Lione), con i suoi animali tecnologici assemblati con materiali di recupero e un’installazione apocalittica ma poetica. Alla Tourette, convento progettato da Le Corbusier, e spazio a Anselm Kiefer. L’artista tedesco vince la sfida del confronto con spazi così peculiari, proponendo opere a tema religioso tra cui uno spettacolare inedito per la chiesa del convento. Buona anche la prova del nostro Andrea Mastrovito, che ben interpreta gli spazi della Fondation Bullukian, proponendo tra l’altro degli intarsi che occupano l’intero pavimento della sala principale. E nel giardino della Bullukian c’è anche il mimetico intervento di Jérémy Gobé. Le altre mostre collaterali coinvolgono cinque autori: David Posth-Kohler, Zhou Tao, Mark Geffriaud, Antwan Horfee & Renée Levi. Ecco le immagini.

Stefano Castelli

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).