Sergio Breviario e il disegno di Watteau. A Roma

Ex Elettrofonica, Roma – fino al 30 maggio 2019. Ogni opera è un avvenimento che ha già avuto un inizio ma che non è del tutto completato. Spostandosi intorno all’opera, è possibile vedere tutte le sue parti e comprendere l’impostazione compositiva voluta dall’artista. Raccogliendo così più punti di osservazione, forieri di sorprese.

Sergio Breviario (Bergamo, 1974; vive a Milano) ci ha sempre abituati a percorsi espositivi imprevedibili, capaci di innescare essi stessi un processo artistico. L’opera che si realizza nella testa di chi osserva, che riesce a spostare, seppur di poco, più in là il nostro sguardo. Tutto parte da un’opera di Antoine Watteau del 1718: il ritratto di Belloni nei panni di Pierrot. Il capo sembra essere circoscritto in una corona e rimanda all’idea di un nimbo ‒ o aureola quadrata ‒, concetto molto caro ai mosaici paleocristiani, e denota una persona vivente di grande dignità (vedi anche la posa monumentale), votata sicuramente alla santità. Tutto quello che è esposto racconta una relazione tra le parti che punta a ottenere un cambio di prospettiva. I disegni diventano sculture, con la necessità di poter essere indossate, oltre che esposte. Gli oggetti di scena, invece, permeano un contesto opposto e mutevole: una sala bianca avvolgente e luminosa e una sala buia imprevedibile.
Alla fine queste opere improbabili si erigono semplicemente a indizi di un processo artistico in fieri, dove il momento di studio e pratica si fonde nella ricerca.

Michele Luca Nero

Evento correlato
Nome eventoSergio Breviario - Nimbo o aureola quadrata e il disegno di Watteau
Vernissage12/03/2019 ore 18,30
Duratadal 12/03/2019 al 30/05/2019
AutoreSergio Breviario
CuratoreGianluca Brogna
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoEX ELETTROFONICA
IndirizzoVicolo Di Sant'onofrio 10-11 - Roma - Lazio
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.

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