Geometrie spiazzanti. Peter Halley a Venezia

Magazzini del Sale, Venezia ‒ fino al 10 agosto 2019. In occasione della 58esima Biennale di Venezia, Peter Halley, esponente del Neo-Geo, teorico e studioso, incombe nello spazio dei Magazzini del Sale. Con un nuovo progetto murale in collaborazione con Lauren Clay, Andrew Kuo e R.M. Fischer.

Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano
Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano

Un tunnel di 40 metri, negli spazi storici del Magazzino del Sale 3, accoglie il cangiante intervento di Peter Halley (New York, 1953), l’artista americano che ha fatto dell’astrazione geometrica una metafora della società contemporanea. Heterotopia I, curata da Gea Politi (promossa dall’Accademia di Belle arti di Venezia e dalla rivista Flash Art), dipana, in un percorso a scatole cinesi, un’idea di spazio ecletticamente giocato su una tavolozza esaustiva di ogni eccesso cromatico, dal fluorescente al multicolor fino all’oro. Direttamente ispirato alle eterotopie di Michel Foucault, il progetto ne coglie gli aspetti salienti, condividendo la convinzione che siano ambienti reali e non utopici. Luoghi in grado di minare il linguaggio rompendo, come sostiene il filosofo francese, quella sintassi che ordinariamente tiene insieme “le parole e le cose”.

UN AZZERAMENTO DEL SENSO

Su questa sollecitazione Halley costruisce un ingresso che simula una casa, di essenziale geometria archetipa, e introduce nel primo ambiente dove è proprio il linguaggio a essere protagonista. È inscenato da un testo della scrittrice Elena Sorokina e si estende come un wallpaper in cui ogni singola parola subisce un raddoppiamento grafico tale da generare uno spiazzante fuori fuoco, un intoppo che ne inficia la lettura. Ossia, un azzeramento del senso, una frattura, per l’appunto, tra il segno e il suo significato, introduttivo e propedeutico preludio alla successiva immersione nel colore, come sempre trattenuto in intrighi di linee, celle e campi geometrici. Manifeste allusioni ai circuiti dei microprocessori come pure alle aggrovigliate planimetrie delle metropoli contemporanee.

Andrew Kuo in Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano
Andrew Kuo in Peter Halley. Heterotopia I. Exhibition view at Magazzini del Sale, Venezia 2019. Photo Delfino Sisto Legnani & Marco Cappelletti. Courtesy of the artist and Flash Art, Milano

I COLPI DI SCENA

Postmoderno e cultura digitale restano dunque per Halley fondamentali punti di avvio per una ricerca che in questa installazione veneziana si carica di una modalità di approccio fortemente emotiva. Molti anche i colpi di scena, nei passaggi repentini da registri caldi a registri freddi, frenati dal bianco/nero della stanza centrale replicato anche nel volume sfaccettato che ne ostruisce lo spazio. Alle consuete ortogonalità si alternano texture simili a diagrammi, a proiezioni di potenziali informazioni, a codici a barre, in altre parole a quanto può testimoniare il flusso continuo di dati che attraversa il nostro spazio. Nel suo incontro con la dimensione ambientale, Halley si avvale della collaborazione di tre artisti più giovani, Lauren Clay, Andrew Kuo, che hanno realizzato un murale per ciascuna delle otto sale, e R.M. Fischer, autore del poderoso feticcio posizionato alla fine del percorso.

Marilena Di Tursi

Evento correlato
Nome eventoPeter Halley - Heterotopia I
Vernissage07/05/2019 ore 17.30 su invito
Duratadal 07/05/2019 al 10/08/2019
AutorePeter Halley
CuratoreGea Politi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMAGAZZINO DEL SALE 3 - ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VENEZIA
IndirizzoDorsoduro 264 - Venezia - Veneto
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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.