Misuro il tempo. Le immagini dell’intervento di Bianco-Valente a Ischia

Un intervento dal forte potere evocativo e ambientale del duo di artisti napoletani a cura di Maria Savarese

Bianco Valente, Misuro il tempo, Pio Monte della Misericordia, Ischia ph Mario Laporta
Bianco Valente, Misuro il tempo, Pio Monte della Misericordia, Ischia ph Mario Laporta

Bianco-Valente continuano a proporre un’arte ad alta densità e intensità che cerca di attivare la potenza che sonnecchia sotto la superficie dei luoghi che incontrano. Un continuo, incessante interrogare l’inquieta energia potenziale delle cose. Riattivare la vitalità del tempo attraverso l’arte. È questo, Misuro il tempo, una nuova installazione di Bianco-Valente sulla struttura delle Terme di Casamicciola di proprietà del Pio Monte di Misericordia di Napoli. Una straordinaria architettura, portatrice di un’importante memoria storica e culturale, ma da decenni, in stato di forzato abbandono, conseguenza di una lunga vertenza giudiziaria al cui esito il complesso termale è stato reimmesso nella piena disponibilità del Pio Monte della Misericordia, che ne ha promosso il recupero. L’evento, curato da Maria Savarese, è promosso e finanziato dal Pio Monte della Misericordia di Napoli, con il Patrocinio Morale del Comune di Casamicciola e con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ed anticipa l’avvio del recupero dell’importante edificio con un progetto dell’architetto Massimo Pica Ciamarra. Ispirati da alcuni brani delle Confessioni di Sant’Agostino in cui il filosofo tenta di dare una definizione al concetto di tempo, gli artisti hanno provato a dilatare la percezione e i segni del tempo stendendo una pellicola di carta nera sulla facciata dell’edificio.

IL PROGETTO DI BIANCO-VALENTE

Se è vero che il passato esiste attraverso la nostra memoria, allargando questo concetto all’edificio del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola, lo spirito di un luogo rimane presente estendendosi nel tempo anche a dispetto delle sue condizioni oggettive. Questo rivestimento che occupa ed esalta le pieghe, gli interstizi e le fratture presenti sul fronte dell’imponente edificio rivela che sotto la superficie del visibile, ci sono uno schieramento di messaggi e una folla di faccende minime ma intense che possono aiutare a ri/attivare il tempo e lo spazio. La ricerca immateriale di Bianco-Valente, questo lento lavorio sullo spazio e sulla sospensione produce delle coincidenze energetiche, una lateralità dello sguardo che genera un’amplificazione dell’anima del luogo. Un processo di spaesamento salutare che permette di guadagnare in lucidità e consapevolezza. “L’uomo deve pur essere qualcosa” scrive Agamben “ma questo qualcosa non è un’essenza, non è nemmeno una cosa: è il semplice fatto della propria esistenza come possibilità o potenza”. Ecco che Misuro il tempo ha la forza di attivare un potenziale percettivo e relazionale. Questa mutazione dell’atto del percepire implica un mettere in relazione ciò che distrattamente lo sguardo e il tempo del consumo azzera con il bagaglio delle precedenti esperienze di un luogo. Arte e vita, un dialogo continuo e incessante. Con questa installazione vi è un’ulteriore conferma di come nelle opere di Bianco-Valente vi sia sempre un’alta dose di rischio dettata dalla componente umana e partecipata, una sorta di improvvisazione necessaria che libera l’espressività di un luogo, creando una riserva di senso, di riflessione sul mondo e le sue derive. L’arte non significa nulla se non esprime una forza, una tensione sul reale, ponendo al centro le storie e le relazioni che attraversano gli spazi della vita.

IL DOCUMENTARIO DI ALESSANDRO CAPUANO

Questa pulsione vitale si installa nel corpo di luoghi abbandonati, dei paesi, delle metropoli, in quelle pieghe di necessaria sopravvivenza in cui, per dirla con Le Corbusier “ci ritroviamo tutti ai piedi dello stesso muro”.  Si tratta di ri/svegliare una vita addormentata che rinasce contro ogni attesa, che si muove, si agita e rompe il corso normale delle cose. È un residuo vitale che ricerca nuove forme a partire da una scritta in metallo bianco Misuro Il Tempo. L’intera operazione artistica è stata filmata e documentata dal regista Alessandro Capuano attraverso un video – racconto con interviste, oltre che agli artisti ed alla curatrice Maria Savarese, anche al Soprintendente del Pio Monte della Misericordia Alessandro Pasca di Magliano, all’architetto Massimo Pica Ciamarra, ed al Sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna, e sarà presentato in prima nazionale a Napoli, e poi in diverse sedi museali nazionali.

Marco Petroni

Bianco-Valente, Misuro il tempo
a cura di Maria Savarese
Pio Monte della Misericordia, Casamicciola, Ischia
Dal 20 maggio al 28 luglio 2019

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.