Le immagini del Padiglione Venezuela alla Biennale di Venezia, finalmente inaugurato

Il Padiglione Venezuela non ha inaugurato nel corso dell’opening della Biennale Arte (8-10 maggio). Apre finalmente ora. Siamo andati a vederlo nel bellissimo spazio progettato da Carlo Scarpa. Le immagini

Biennale d'Arte di Venezia 2019 - Padiglione Venezuela
Biennale d'Arte di Venezia 2019 - Padiglione Venezuela

Ne avevamo parlato nel corso dell’opening della Biennale di Venezia. Ora finalmente è realtà: il Padiglione Venezuela, rimasto chiuso fino ad ora per questioni legate al difficile contesto politico del Paese, ha finalmente inaugurato il 19 maggio 2019. L’apertura, con una iniziazione  trasformata in alcune occasioni in manifestazione o comizio politico, con la partecipazione di alcuni esponenti della sinistra radicale italiana, ha visto la partecipazione del Ministro della Cultura Ernesto Villegas e del Viceministro, anche curatore del Padiglione. Gli artisti? Natali Rocha, Gabriel Lòpez, anche protagonista della performance d’apertura, che lo vedeva in un travestimento da tigre-gladiatore, intento a farsi fotografare con il pubblico in atteggiamento da popstar, infine Ricardo Garcia e Nelson Rangel. Grandi dipinti a carbone, video e installazioni che richiamano ad un immaginario popolare mescolando i ritmi della musica contemporanea, monumentali sculture fatte di tessuti multicolore, e poi su tutti lo spettro di Donald Trump che aleggia nell’opera più iconica (Rangel) – da guardare esclusivamente attraverso un grande schermo 3D – che muta un volto sofferente di donna in quello del Presidente degli Stati Uniti. Infine, per tutto il percorso espositivo, aleggiano motti e frasi che richiamano alla identità venezuelana e bolivariana in tre lingue. Ad esempio: “I collegamenti tra punti di vista incrociati hanno permesso ai cittadini di stabilire gusti e tradizioni culturali diversi. Questo ha alterato i modi di vivere quotidiani e le espressioni artistiche  che stavano diventando una nuova identità”. Oppure, “la pace è una caratteristica della cultura venezuelana , dalle lotte per l’indipendenza del XIX secolo agli ultimi eventi politici e economici”.
 
– Santa Nastro
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.