La borsa e la vita. Claire Fontaine a Genova

Palazzo Ducale, Genova ‒ fino al 5 maggio 2019. Il collettivo Claire Fontaine riflette sul senso del valore, del mercato, del denaro. Con ironia (e un po’ di amarezza).

Claire Fontaine, Yoda, 2016, particolare. Photo Linda Kaiser
Claire Fontaine, Yoda, 2016, particolare. Photo Linda Kaiser

Se mai esiste una città diabolicamente capitalistica
assai prima dell’età capitalistica europea e mondiale
è proprio Genova, opulenta e sordida al tempo stesso”.
Fernand Braudel

Si entra nella Loggia degli Abati e ci si sente in un cantiere, perché si cammina sulle pagine di un quotidiano di economia, Il Sole 24 Ore, che ricoprono i pavimenti di tutte le sale dell’esposizione: l’effetto di spiazzamento è immediato. L’installazione site specific Newsfloor già induce a riflettere sul valore dell’informazione oggi, sulla libertà di espressione così poco garantita e sui giochi di potere finanziari.

ECONOMIA PRECARIA

La borsa e la vita è il titolo della mostra personale di Claire Fontaine, che si focalizza su un concetto di economia sempre più precaria, attraverso una selezione di circa quaranta opere, tra dipinti che attraggono magneticamente monete e fanno il verso al mercato dell’arte (Begging Painting) o pitture antintrusione che non asciugano mai (Fresh Monochrome); sculture levitanti come le rappresentazioni dei travestimenti degli artisti di strada, che a loro volta simulano sculture (Pinocchio, Yoda, Anonymous, 2016); oggetti modificati (Change, 2006, Money Trap, 2015); video-istruzioni desertificanti e senza etica (ad esempio sul lock-picking, “per condividere la proprietà privata”) e diverse installazioni metaforiche.
Se è vero che le fluttuazioni di cui siamo preda minano costantemente il senso del nostro benessere materiale, l’attacco che ci viene rivolto non lascia più spazio ad alternative da briganti (“la borsa o la vita”): ormai ci vengono chieste sia la borsa sia la vita, dato che anche il tempo è denaro.

Claire Fontaine, Pinocchio, 2016. Photo Linda Kaiser
Claire Fontaine, Pinocchio, 2016. Photo Linda Kaiser

OCCHI PUNTATI SU GENOVA

In tale scenario da lavori in corso si instaura il parallelismo tra il “collettivo artistico concettuale e femminista” – così si definiscono Fulvia Carnevale e James Thornhill –, fondato a Parigi nel 2004 con base a Palermo, e la città di Genova. La curatrice della mostra, Anna Daneri, sottolinea proprio come il capoluogo ligure – già evidenziato nel 2004 da G. Felloni e G. Laura in Genova e la storia della finanza: una serie di primati? – sia stato la sede del Banco di San Giorgio (1407) e di invenzioni come la cambiale: spunti per attività collaterali, visite ai caveau delle banche e alla collezione numismatica della Carige, oltre a incontri su temi economici.
Il percorso espositivo si avvale in ogni sala di uno statement teorico che, attraverso il recupero delle prassi artistiche di inizio Novecento, soprattutto duchampiane, accompagna l’immissione negli spazi di oggetti di uso quotidiano modificati. Nel rovescio delle gerarchie abituali si sviluppano apparenti nonsense, derisioni più che paradossi, che suscitano – come dichiara Claire Fontaine – “un motto di spirito legato al possibile e alla speranza”.

Linda Kaiser

Evento correlato
Nome eventoClaire Fontaine - La borsa e la vita
Vernissage08/03/2019
Duratadal 08/03/2019 al 05/05/2019
AutoreClaire Fontaine
CuratoreAnna Daneri
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPALAZZO DUCALE DI GENOVA
IndirizzoPiazza Giacomo Matteotti 9 - Genova - Liguria
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Linda Kaiser
Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Siena. È critico d’arte contemporanea, giornalista, fotografa e curatore. È specialista di Fluxus, Outsider Art, Mail Art, Arte Povera, Anacronismo, museologia e cultura d’impresa. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati (tra questi, Genova, Palazzo Ducale: “Arte Povera: la prima mostra”, 2012; “Andrei Molodkin. Transformers No. M208”, 2014). Ha tenuto seminari di arte presso le Università di Genova, Siena, Milano e Kassel. Già consulente scientifica di Assolombarda, ha contribuito a fondare nel 2001 a Milano l’Associazione Museimpresa. Ha ideato e curato l’Archivio Storico Riva a Sarnico (BG). Sta costruendo l’Archivio Storico Cressi a Genova. È autrice di monografie come “L’Anacronismo e il ritorno alla pittura. L’origine è la meta” (Silvana Editoriale, 2003) e della prima Guida Touring dedicata al “Turismo industriale in Italia. Arte, scienza, industria: musei e archivi d’impresa” (TCI, 2003). Pubblica servizi e foto su Artribune dal 2012; su altri periodici e portali scrive di arte, spettacoli, musica, cultura d’impresa, nautica, food & wine. Elabora e crede in modelli propositivi che promuovano una politica culturale interdisciplinare.