Dall’hip hop alla tela. Esa a Milano

Vetra Navigli, Milano. Inaugura stasera la mostra che, per due settimane, farà conoscere al pubblico milanese la pittura dell’ex rapper Esa.

Un dipinto di ESA
Un dipinto di ESA

Ho disegnato per divertimento fumetti e creato fanzine. Ho disegnato T-shirt e giubbotti già dai tempi delle superiori. Ho scritto canzoni sui graffiti che hanno ispirato migliaia di ragazzi di tre generazioni diverse a dipingere le lettere stilizzate sui muri per esprimersi e decorare il loro mondo. Ho vissuto trent’anni di musica da rapper e beatmaker professionista.
Dopo aver dipinto i muri e gli esterni delle abitazioni della gente, voglio dipingere anche gli interni. È ora di realizzare dei dipinti”.
ESA, aka El Crespo

Se sei nato negli Anni Settanta Ottanta probabilmente te li ricordi, gli OTR (acronimo per Originale Trasmissione del Ritmo). Storico collettivo hip hot che ha segnato la strada per il rap made in Italy che oggi affolla le radio. Tra le sue fila militavano, tra gli altri, La Pina (oggi speaker radiofonica) ed ESA, “El Presidente”.
Esa (Francesco Cellamaro, 1972) è un personaggio molto amato nell’ambiente, un vecchio saggio del rap che ha saputo cambiare pelle nel corso degli anni senza mai ripetersi. Un interprete coerente di quella cultura di strada che ha radici profonde. Un artista che non ha beneficiato dell’enorme popolarità di cui vive il rap oggi, ma che non ha mai smesso di fare quello che sa fare bene. Ha all’attivo diciannove album pubblicati e decine di collaborazioni con i più importanti artisti hip hop dagli Anni Novanta in poi. Tra i suoi dischi più popolari: Dalla SedeLa grande truffa del rap, Quinto potere e Tutti gli uomini del Presidente, distribuiti anche in Europa.

Un dipinto-separé di ESA
Un dipinto-separé di ESA

VERSO LA PITTURA

Cultura hip hop non significa però semplicemente musica, le contaminazioni sono svariate e le declinazioni possibili passano anche dall’arte. Dopo il suo recente ritiro dalla scena rap, Esa ha ritrovato la passione con la pittura. Da sempre vicino alla scena di writer e graffiti milanese, non c’è da stupirsi dell’evoluzione che ha preso la sua arte. Così nascono i suoi disegni, ritratti di personaggi di culto dell’hip hop e del soul messi su cartoline. Uno stile che ricorda la pittura materica Anni Ottanta in America, con qualche incursione nella cultura black, ma che lui preferisce descrivere come un incrocio “tra il classico e l’avanguardia”.

LA MOSTRA

A partire da stasera, Esa espone i suoi dipinti da Vetra Navigli. Un locale e un’azienda di birra artigianale milanesissimi che prendono il nome dal celebre collettivo Lordz of Vetra (omonima piazza accanto alle colonne di San Lorenzo dove i ragazzi si ritrovavano).
Volevo creare dei pezzi unici che mi mettessero a stretto contatto dei miei fan. 
La mia pittura ritrae i miei miti musicali dell’hip hop, del soul e della musica italiana Anni Sessanta e Settanta. Ritratti grezzi ma colorati che ti portano un pezzo di muro e di cultura in casa. Una piacevole invasione di energia e cultura che serve a personalizzare il tuo spazio”, dice Esa.
L’anima è sempre la sua, quella del ragazzo che cantava “spinto da una sensazione più che da un’idea sensata”. Istintività mista a flow e cultura di strada.

Giacomo Nicolella Maschietti

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