Morta a Milano la gallerista Carla Pellegrini Rocca. Dirigeva dal 1965 la Galleria Milano

Aveva da poco pubblicato il proprio memoir, il racconto della sua vita allo storico e critico d’arte Elio Grazioli. Morte di una gallerista storica.

Carla Pellegrini
Carla Pellegrini

Aveva lo scorso 15 dicembre pubblicato, in collaborazione con Elio Grazioli, il libro Io sono Carla Pellegrini. Storia della Galleria Milano e di tutto quello che mi è piaciuto fare per i tipi di A+M Bookstore. Poi, solo due mesi dopo, il triste annuncio attraverso la pagina Facebook della Galleria Milano: “purtroppo ieri, domenica 17 febbraio, Carla ci ha lasciati. La sua memoria rimarrà indelebile nei nostri cuori, non solo per il suo indubbio contributo alla storia dell’arte, ma ancora di più per la sua vitalità, coraggio e schietta onestà, nella vita come nella professione. Carla è un esempio fondamentale per il mondo dell’arte che non verrà dimenticato. Ci mancherà moltissimo”.

CHI ERA CARLA PELLEGRINI ROCCA

Nata nel 1931, Carla Pellegrini Rocca è stata fino all’ultimo giorno la titolare della storica Galleria Milano, aperta nel 1928 da Enrico Somaré, poi chiusa allo scoccare della Seconda Guerra Mondiale e riaperta nel ‘64 dai figli Guido e Sandro in via della Spiga con Aldo Bergolli, Mario Rossello e Gianni Dova. È nel 1965 che entra in gioco Carla, appassionata gallerista che negli anni ha incontrato e promosso gli artisti della Pop Inglese (London under Forty) o della Body Art in una mostra storica di Lea Vergine intitolata Irritarte realizzata nel 1969 che destò non poco scandalo e critiche da parte della stampa nazionale. In una intervista rilasciata nel 2015 ad Angela Madesani su Artribune, Carla racconta: “abbandonato l’insegnamento di lingua e letteratura tedesca, lavoravo in una società fondata da un personaggio straordinario, Dino Gentili. Il suo progetto riuniva, appunto, in una grande società alcune tra le più importanti aziende industriali pubbliche e private per favorire le loro esportazioni di manufatti e materie prime verso Paesi come la Cina e l’India, che lavoravano in compensazione. L’India aveva proposto a Gentili di includere nello scambio i prodotti artigianali, così lo stesso mi aveva assunto perché mi occupassi di questo aspetto. La motivazione che Gentili mi aveva dato era questa: “Ti piace viaggiare, parli le lingue e hai buon gusto”. Poi è arrivato l’amore per l’arte.

Carla Pellegrini con Lea Vergine
Carla Pellegrini con Lea Vergine

LA GALLERIA

Successivamente storie di separazioni e di allontanamenti fanno sì che Sandro Somaré proponga a Carla e suo marito Baldo Pellegrini di diventare soci della galleria. I due accettano. Nel 1970 dedicano una grande mostra a Lucio Fontana, scomparso nel 1968. Nel 1973 la galleria si sposta nella sede che occupa tutt’oggi, in Via Turati a Milano, e raccoglie storie e successi: Carla è forse l’unica ad esporre in Italia un artista come Blinky Palermo, ricorda sempre la Madesani. Gli anni ’70 sono anche quelli dell’impegno politico, con mostre in linea con i tempi. In quegli anni e in quelli a venire espongono in galleria (grazie a più di 300 mostre in 50 anni di attività) artisti come Vincenzo Agnetti, Carlo Alfano, Arakawa, Gianfranco Baruchello, William Beckley, Antonio Calderara, Alik Cavaliere, Ketty La Rocca, Enzo Mari, Davide Mosconi, Gastone Novelli, Pino Pascali, Tancredi, Kazuo Shiraga, Nanni Valentini, Grazia Varisco, Luigi Veronesi, Luca Vitone, e fotografi come Pierluigi Fresia e Marco Vaglieri, tra gli altri. Nel 2017 Carla viene insignita del Premio ANGAMC, nato per volontà della Associazione Nazionale dei Galleristi di Arte Moderna e Contemporanea per evidenziare il ruolo degli operatori del settore nel sistema dell’arte nazionale. A Carla Pellegrini viene riconosciuta in questa occasione la capacità di portare in Italia, spesso precorrendo i tempi, artisti e progetti inediti nel nostro Paese. Nel 2002 ad esempio realizza la prima personale in Italia di Alexander Brodsky, o espone nel decennio successivo le opere del musicista Gerry Mulligan. L’ultima mostra sotto la sua direzione è Tempo Assai, personale di Gianni Gangai. I funerali si terranno martedì 19 febbraio alle ore 11 presso la Chiesa di San Marco (in Brera).

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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