La realtà visionaria di José Molina. A Roma

Museo Carlo Bilotti, Roma ‒ fino al 17 febbraio 2019. Gli universi surreali di José Molina animano gli spazi del museo romano.

È vicino all’acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in espansione, un soffio di odori che fuoriesce dalle cose per mezzo di una persona che sogna”. Un pensiero di Gaston Bachelard che poniamo a epitome dell’antologica romana di José Molina (1965), artista madrileno residente in Italia, titolata L’acqua di Talete dal curatore Roberto Gramiccia, che chiama in causa l’umido archetipo del saggio di Mileto propiziandosi il genius loci del museo ospite, situato in prossimità del Giardino del lago di Villa Borghese e denominato, sullo scorcio del Settecento, “Casino dei giochi d’acqua”. E fornendo al riguardante un’utile chiave di accesso alla mostra giocata su un registro visionario in bilico tra allucinazione e metafora. Molina, con la sua spericolata fantasia combinatoria, ci svela la tribolante presenza di creature teriomorfe, dalla fisionomia incerta, fluida, eccentrica, migrate da prossimità inopinabili ad accendere lucifericamente, a nostro beneficio, il lume salvifico dell’arte.

Luigi Capano

Evento correlato
Nome eventoJosé Molina - L'acqua di Talete
Vernissage28/11/2018 ore 18,30 su invito
Duratadal 28/11/2018 al 17/02/2019
AutoreJosè Molina
CuratoreRoberto Gramiccia
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMUSEO CARLO BILOTTI - ARANCIERA DI VILLA BORGHESE
IndirizzoViale Fiorello La Guardia - 00197 - Roma - Lazio
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Luigi Capano
Di professione ingegnere elettronico, si dedica da diversi anni all’organizzazione di eventi culturali sia presso Gallerie private che in spazi istituzionali. Suoi articoli d’arte sono apparsi su periodici informatici e cartacei: Rivista dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Expreso Latino, Arte e Fede, Umanesimo del Lavoro, Rivista di Studi Fiumani, Art a part of culture, Fourzine Magazine, Papale-Papale, Almaghrebiya.