Matera Alberga: inaugura il progetto d’arte contemporanea con installazione di Alfredo Pirri

Parte il progetto d’arte contemporanea che coinvolgerà 6 artisti in interventi site specific pensati per 6 strutture alberghiere della Capitale Europea della Cultura 2019. Si comincia con Alfredo Pirri, che presenta un’installazione che reinterpreta ad arte i concetti di ospitalità e relazione tra le persone

Sassi e Murgia - ph. Rossella Acito
Sassi e Murgia - ph. Rossella Acito

Inaugura con una installazione di Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) Matera Alberga, progetto di Fondazione Matera-Basilicata 2019, promosso da Arteprima e il Cam – Consorzio albergatori materani e supportato da Fondazione Carical che vedrà 6 alberghi della città lucana, Capitale Europea della Cultura 2019, ospitare opere site specific di arte contemporanea riproducenti i vecchi Vicinati dei Sassi (i modelli abitativi aggregativi familiari e secolari tipici di Matera), con l’obiettivo di rendere l’arte uno stimolo per una rinnovata accoglienza, l’incontro e la convivenza. Ideato da Francesco Cascino e curato insieme a Christian Caliandro, Matera Alberga si svilupperà quindi all’interno di sei alberghi della città, che per l’occasione si trasformeranno in luoghi di esperienza creativa, spazi di produzione culturale, di scambio tra abitanti e viaggiatori e di condivisione sociale e culturale. La prima struttura alberghiera protagonista del progetto diffuso è l’hotel Corte San Pietro, che il prossimo 22 dicembre ospiterà nelle sue cavità sotterranee IDRA di Alfredo Pirri.

Corte San Pietro, Alfredo Pirri per Matera Alberga
Corte San Pietro, Alfredo Pirri per Matera Alberga

L’OSPITALITÀ SECONDO PIRRI

L’opera di Pirri, che come tutti i progetti di Matera Alberga avrà una forte componente partecipativa, si configurerà come un intervento permanente negli spazi dell’hotel, invitando i visitatori a entrare in contatto diretto con essa. “Penso che ci sia da riformulare la maggior parte dei concetti di cui noi stessi siamo stati creatori e portatori, compresi quelli di ospitalità e convivenza, che vanno posizionati al centro di ogni nostra iniziativa intellettuale e umana”, racconta ad Artribune Alfredo Pirri. “Senza ospitalità e senza relazione tra le persone”, continua l’artista, “si va verso una catastrofe irrimediabile, ma proprio per l’importanza che questi concetti hanno, abbiamo l’obbligo morale di formularli in maniera più complessa di quanto usualmente non si faccia. Per essere veramente ospitali, soprattutto nell’arte, non basta dichiararsi tali, non basta prendere una posizione solo politica, bisogna invece impegnarsi nella realizzazione di opere che affondino nella natura profonda dei rapporti tra le persone e tra le culture”.

Alfredo Pirri, disegni preparatori per il progetto Idra - Matera Alberga
Alfredo Pirri, disegni preparatori per il progetto Idra – Matera Alberga

MATERA VISTA DALL’ARTE

“Quello che mi ha più colpito di questa città”, spiega Pirri, “è la vita parallela che essa ispira e ha vissuto in passato, costituita da un piano sotterraneo e un piano superiore, stradale. In passato c’è stata una comunicazione tra queste due vite parallele: quella inferiore destinata allo scorrimento, alla custodia e alla valorizzazione dell’acqua, e quella superiore allo scorrimento della vita. Ospitalità per me in un certo senso è mettere in comunicazione questi due livelli, facendo affiorare vecchi fantasmi e facendoli dialogare con le vite vissute in passato. L’opera”, continua l’artista, “si chiamerà IDRA e, faremo in modo, insieme all’albergatore, di sviluppare negli anni a venire. IDRA sta per Istituto Di Ricerca Anime, dove per anime non si intende solo l’anima di chi affronta l’opera, ma le anime di tutte le persone scomparse che hanno vissuto in questa terra”.

L’OPERA

L’acqua, quindi, sarà l’elemento protagonista dell’intervento di Pirri? “L’acqua ci sarà ma in senso metaforico”, ci risponde l’artista. L’installazione sarà collocata all’interno di una delle otto cisterne poste nei sotterranei dell’hotel Corte San Pietro. “Le otto cisterne sono tutte collegate tra loro con un sistema cellulare”, ci spiega meglio Pirri. “L’installazione interesserà però solo su una cisterna, con l’idea di intervenire, in futuro, sull’interno sistema cellulare. L’acqua sarà evocata non tanto nella materia e nella sua presenza fisica, quanto nella possibilità di muoversi liberamente dall’una all’altra cella. I visitatori entreranno all’interno della cavità sotterranea dell’hotel, e all’interno della cisterna sarà installata ‘Passi’, una lastra di vetro di quattro metri di diametro su cui si potrà camminare. Ma la novità di questo lavoro che realizzo da anni sarà la funzione acustica che avrà l’opera: dentro la cisterna ci sarà un sottofondo particolare, in funzione della geometria di questa caverna sotterranea”. La comunicazione tra interno ed esterno, tra la parte inferiore e superiore della terra e della storia di Matera, avverrà attraverso un “foro” che metterà in contatto la cisterna con la superficie, e da cui si propagherà l’elemento sonoro. “Sulla sommità del foro di fuoriuscita sarà collocato un grande disco di cristallo stratificato di un metro e mezzo di diametro”, continua Pirri. “Tra uno strato e l’altro saranno collocate alcune piume, che faranno da filtro alla luce esterna, quella solare, proiettata verso l’interno, e a quella artificiale che abbiamo collocato nella cisterna, proiettata verso l’esterno. Una proiezione destinata a diramarsi all’infinito”.

– Desirée Maida

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AutoreAlfredo Pirri
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.