Scrittura e arti visive sono le protagoniste della quarta residenza d’artista BoCs Art a Cosenza

Giacinto Di Pietrantonio, curatore di BoCs Art, ci racconta come si sta svolgendo la residenza attualmente in corso presso il villaggio artistico di Cosenza, all’insegna della multidisciplinarietà

Tommaso Pincio ai BoCs Art mentre disegna Michel Houellebecq
Tommaso Pincio ai BoCs Art mentre disegna Michel Houellebecq

Della multidisciplinarietà che contraddistingue la residenza BoCs Art attualmente in corso a Cosenza ci aveva accennato la scorsa estate il curatore Giacinto Di Pietrantonio, in occasione della tranche estiva del progetto. Adesso, la residenza del mese di novembre – la quarta del 2018 – di BoCs Art è al suo clou, e sembrano lontani i tempi in cui del particolare villaggio artistico calabrese si parlava per le turbolenze che hanno catturato per mesi e mesi l’attenzione della stampa di settore: dalle controversie che l’ex curatore della residenza, Alberto Dambruoso, ha avuto con l’amministrazione comunale locale fino all’arrivo di Giacinto Di Pietrantonio, preceduta dalla mancata nomina di Vittorio Sgarbi. Insomma, una telenovela dall’intreccio contorto, a cui si aggiunge una lunga serie di polemiche, culminate in una denuncia per via dello stato di abbandono in cui riversavano molte opere d’arte donate dagli artisti invitati negli anni in residenza per il BoCs Museum Art, inaugurato a dicembre 2017.

LA RESIDENZA MULTIDISCIPLINARE

Quella in corso fino al prossimo 24 novembre è quindi una residenza multidisciplinare, che coinvolge scrittori, registi, fotografi e artisti, tutti impegnati a riflettere sulle forme del linguaggio e sulla trasversalità dell’arte che confluisce nella parola. Laboratori su come si dirige una rivista, discussioni sulla lettura, laboratori di scrittura, incontri su editoria, giornalismo e sceneggiatura, sono alcune delle iniziative che animeranno il villaggio ecosostenibile ai piedi del centro storico di Cosenza, nella consueta contaminazione culturale che accompagna la permanenza dei diversi talenti. Anche in questa occasione, la residenza vede impegnato un co-curatore: si tratta dello scrittore e critico d’arte Tommaso Pincio, che è anche tra gli artisti invitati al progetto in corso. “Sono da sempre interessato alla trasversalità delle arti”, spiega ad Artribune Giacinto Di Pietrantonio. “Ad esempio, Pascali mi interessa sia per la produzione di opere da galleria e/o museo, ma allo stesso modo sono interessato alle animazioni di Carosello, come alle scenografie per Canzonissima.  In questo senso ho fatto mostre nelle quali ho messo in relazione autori provenienti da mondi espressivi diversi o che si esprimono con diversi linguaggi già dal 1988 a Volpaia, questo perché ho un concetto allargato di artista. Infatti frequento anche autori dotati di questa trasversalità come Tommaso Pincio, scrittore e pittore, a cui ho proposto la co-curatela di questa edizione della residenza. Insieme abbiamo invitato scrittori, registi, scenografi che hanno l’attitudine a praticare non solo il loro lavoro ‘primario’, ma che contemporaneamente si esprimono anche attraverso altri linguaggi, privilegiando in questo caso quello dell’arte, che a nostro avviso informa e dà corpo al resto”.

IL RAPPORTO TRA PAROLA, IMMAGINE E TERRITORIO

Violetta Bellocchio, Caterina Carone, Gianluigi Colin, Damien De Lepeleire, Francesco D’Isa, Giorgio Falco, Ibai Hernandorena, Alessandro Imbriaco, Gabrielle Le Bayon, Francesca Montinaro, Sabrina Ragucci, Sarah Revoltella, Veronica Raimo e il già citato Tommaso Pincio sono i protagonisti del quarto ciclo di BoCs Art 2018, tutti invitati a riflettere attorno ai temi legati al rapporto tra parola e immagine, tra arte verbale e arte visiva, e non solo: “i temi, fermo restando che la poetica degli artisti rimane fondamentale, si articolano in ogni autore in modo diverso, ma con un occhio particolarmente attento alla  relazione con il territorio ospitante”, continua Di Pietrantonio. Ma come si sta svolgendo la residenza? “La giornata degli artisti residenti si svolge tra il BoCs Art e l’esplorazione dei dintorni”, ci risponde il curatore, “e quello che ho potuto notare è che in questa residenza la relazione con il territorio è più sentita. Tutti si stanno impegnando a produrre opere di arte visiva: pitture, disegni, foto, sculture, installazioni, video, alcuni declinando tecnicamente come singola disciplina altri scrivendo dei testi, nuovi brevi racconti da mettere insieme a foto da loro scattate o immagini prelevate, mostrando così una reale interazione tra i linguaggi, scopo principe di questa residenza”. A queste attività si aggiungono inoltre le due giornate di convegni appena svoltisi presso il BoCs Museum, in cui gli autori in residenza hanno discusso di scrittura, del potere della parola e dell’immagine in incontri coordinati da Di Pietrantonio e Pincio.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.