A Bari le sculture di Simone, rigattiere creativo protagonista di un film di Fabrizio Bellomo

In veste di curatore, l’artista Fabrizio Bellomo porta nella galleria Galleria 206 – UnknowNow una mostra dedicata a una sua scoperta: Simone, ex sfasciacarrozze cinquantenne, oggi autore di sculture nate dall’assemblaggio di motori e oggetti di ogni sorta.

Simone, la mostra alla Galleria 206 – UnknowNow
Simone, la mostra alla Galleria 206 – UnknowNow

Simone è stato scoperto nel 2014 dall’artista Fabrizio Bellomo, che lo ha scelto come protagonista del suo film L’Albero di Trasmissione. La pellicola racconta la storia di Simone, della sua famiglia e della sua nuova veste di artista in un quartiere di Bari, San Cataldo, oggetto di una riqualificazione che ne ha mutato assetti e funzioni urbane. Bellomo, che nel 2018 è stato scelto da Mario Cucinella tra i pochi artisti protagonisti del suo enciclopedico  Arcipelago Italia, il Padiglione tricolore alla Biennale Archiettura di Venezia, ha poi portato il film a spasso per diversi festival: dal Festival Cinema del Reale a quello dei Popoli, fino al Mymovies Live nel 2016. Nel 2017 il progetto ha vinto il premio UCCA Arci.

DAL FILM ALLA MOSTRA

Le immagini di L’Albero di Trasmissione si soffermano sul deposito in cui Simone,  con guizzi inconsapevolmente creativi, monta frammenti e meccanismi. Nascono così improbabili sculture ecletticamente pop, e anche delle motociclette vagamente corrispondenti a morfologie note, ma che a ben guardare esibiscono cucchiai al posto degli specchietti retrovisori, o termosifoni al posto dei radiatori. Difficile stabilire se la condizione di artista sia per Simone precedente all’investitura di Fabrizio Bellomo, suo mentore. Il quale, nel 2018 decide di passare dalla pellicola alla realtà, esponendo le sculture negli spazi della Galleria 206 – UnknowNow di Bari, dove sarà inaugurata la prima mostra personale di Simone.

Simone, la mostra alla Galleria 206 – UnknowNow
Simone, la mostra alla Galleria 206 – UnknowNow

UN ARTISTA TALENT SCOUT

Bellomo, in veste di curatore e talent scout, spiega che ha deciso di portare Simone in galleria per far conoscere al pubblico “ i suoi accrocchi visivi, che rimandano al mondo della macchina. Un universo in cui Simone ritrova il rapporto con il padre, a sua volta costruttore di fantasiosi macchinari, tutti funzionanti. Ho pensato di fare una mostra su Simone perché ritengo interessante il suo lavoro. Prendiamo per esempio il lavoro sulla genealogia delle zappe, che dalla falce alla pala, ricostruisce il racconto della coltivazione della terra: metafora di un modo di essere dettato dal puro istinto, e non da una vera e propria educazione. Simone era solo uno sfasciacarrozze ma, a seguito degli interventi sul quartiere che hanno introdotto nuove tipologie abitative e nuovi residenti, non è stato più benvoluto. Allora si è riciclato rigattiere e scultore”. Nonostante il recente debutto, Simone si dimostra a  suo agio nel ruolo di artista mantenendo, con la sua produzione di opere sospese tra kitsch e naif, una lateralità al sistema alla quale lo stesso Bellomo non si sente estraneo. Ecco le immagini della mostra.

Marilena Di Tursi

Bari// fino al 20 ottobre 2018
Simone a cura di Fabrizio Bellomo
Galleria 206 – UnknowNow
Via Dei Mille 206
Info. 080.553.42.17

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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.