Ricostruire la storia. Theaster Gates a Milano

Osservatorio Prada, Milano ‒ fino al 14 gennaio 2019. La mostra curata da Theaster Gates ripercorre le vicende della Johnson Publishing Company attraverso le immagini contenute nei suoi archivi. Offrendo un efficace colpo d’occhio sul panorama culturale afroamericano negli Stati Uniti del dopoguerra.

Theaster Gates. The Black Image Corporation. Exhibition view at Fondazione Prada Osservatorio, Milano 2018. Photo Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada
Theaster Gates. The Black Image Corporation. Exhibition view at Fondazione Prada Osservatorio, Milano 2018. Photo Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada

Quella pensata dall’artista americano Theaster Gates (Chicago, 1973) all’Osservatorio Prada non è una mostra intesa nel senso canonico del termine, è piuttosto un’approfondita ricerca sulla situazione culturale e iconografica della comunità afroamericana negli Stati Uniti a partire dagli anni del dopoguerra. Un periodo complesso, di grandi lotte e di profondi mutamenti. L’operazione è intitolata The Black Image Corporation e richiede un ruolo più che mai attivo da parte dello spettatore, che può consultare riviste, vedere filmati, estrarre immagini dagli appositi contenitori. Cuore dell’operazione è la Johnson Publishing Company, una collezione di oltre quattro milioni di immagini, punto fondamentale per la definizione dei codici estetici e culturali dell’identità afro-americana contemporanea.

LA CASA EDITRICE

John H. Johnston, nel 1942, fonda la casa editrice che avrebbe dato alle stampe due riviste, consultabili in mostra, imprescindibili per comprendere quel mondo: nel 1945 Ebony e nel 1951 Jet, che attualmente è solo digitale. Le riviste sono preziosi strumenti di informazione, in grado di documentare, anche dal punto di vista delle immagini, avvenimenti fondamentali per l’emancipazione e la presa di coscienza dei diritti della comunità, a partire dalla Marcia su Washington, che ha avuto luogo il 28 agosto 1963, durante la presidenza Kennedy. La marcia dell’“I have a dream”, la nota dichiarazione di Martin Luther King che sarebbe stato ucciso cinque anni dopo e che ha aperto le porte, anche se con immense difficoltà, a un nuovo modo di pensare e di agire. È una storia tragica ed emozionante, che avrebbe condotto molti anni dopo alla presidenza di Barack Obama.

Isaac Sutton - Courtesy Johnson Publishing Company 2 - 1965. The Black Image Corporation curated by Theaster Gates. Fondazione Prada Osservatorio, Milano 2018
Isaac Sutton – Courtesy Johnson Publishing Company 2 – 1965. The Black Image Corporation curated by Theaster Gates. Fondazione Prada Osservatorio, Milano 2018

LA MOSTRA

Al primo piano dell’Osservatorio, Gates, “attivatore di processi di cambiamento politico e sociale”, introduce il visitatore nella ricostruzione di una zona della casa editrice afroamericana, attraverso la sistemazione di arredi e di componenti di design, oltre alla proiezione di immagini.
Al secondo piano sono proposte le immagini sui temi della bellezza femminile, attraverso i lavori di due protagonisti, Moneta Sleet Jr. e Isaac Sutton.
Sleet Jr. è stato il primo afroamericano a vincere il premio Pulitzer nel 1969. Grande ritrattista, ha immortalato tutti i protagonisti di quella stagione di cambiamento, da Muhammad Ali a Stevie Wonder, da Martin Luther King Jr. a Malcolm X.
Sutton, interno alla Johnson Publishing Company, ha partecipato alla progettazione e alla documentazione della Ebony Fashion Fair, una sfilata di moda itinerante organizzata da Eunice Walker Johnson, responsabile di avere finalmente sdoganato un altro tipo di bellezza.

Angela Madesani

Evento correlato
Nome eventoThe Black Image Corportation
Vernissage19/09/2018 su invito
Duratadal 19/09/2018 al 14/01/2019
CuratoreTheaster Gates
Generidocumentaria, fotografia
Spazio espositivoFONDAZIONE PRADA OSSERVATORIO
IndirizzoPiazza del Duomo, 20123 Galleria Vittorio Emanuele II - Milano - Lombardia
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.