L’energia del vuoto. Gianluca Capozzi a Napoli

PAN, Napoli – fino al 18 agosto 2018. È il nulla a creare il mondo. Un oceano dalle infinite possibilità che tutto contiene. Fisica quantistica e pensiero orientale alla base del nuovo progetto di Gianluca Capozzi.

Lasciarsi catturare dall’energia del vuoto dove ogni forma esiste in potenza. Il vuoto presente nell’universo come nel singolo atomo, centro di energia e informazioni. Gianluca Capozzi (Avellino, 1973), continuando a indagare le possibili relazioni tra arte e fisica quantistica, si spinge oltre il concetto di natura, ormai non più vista come qualcosa di separato e contrapposto alla società.
Attraverso la sua pittura e gli innumerevoli disegni sempre al limite tra astrazione e figurazione, intercetta questa forza sottesa, intrisa di informazioni e forme in potenza. Emergono grovigli di segni vibranti come nella pittura informale, che a volte si diradano lasciando trasparire volti, frammenti da cartoon, rotocalchi. Una componente pop che è forse una novità nella produzione dell’artista.
Non esistono coordinate spazio-temporali in questo percorso, che è più un’immersione in un mare magmatico in cui finiscono immagini dalle più svariate fonti pronte per una nuova trasformazione.
Non è così semplice distinguere l’animato dall’inanimato, il naturale da ciò che non lo è. Ocean Project è piuttosto la rappresentazione di un’unica maglia che tiene insieme tutto.

Antonella Palladino

Evento correlato
Nome eventoGianluca Capozzi - Ocean Project
Vernissage27/07/2018 ore 17
Duratadal 27/07/2018 al 18/08/2018
AutoreGianluca Capozzi
CuratoreViktor Misiano
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPAN - PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI - PALAZZO ROCCELLA
IndirizzoVia Dei Mille 60 - Napoli - Campania
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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.