La Sharjah Art Foundation inaugura la Rain Room, installazione del collettivo Random International

Dopo un tour mondiale che ha toccato i maggiori musei del mondo, dal LACMA al MoMA, arriva negli Emirati la Rain Room, la scenografica installazione progettata dal collettivo londinese Random International. Ed è già boom di visitatori. Le immagini

Random International, Rain Room, 2012. Exhibited at Sharjah Art Foundation, 2018. Image courtesy of Sharjah Art Foundation
Random International, Rain Room, 2012. Exhibited at Sharjah Art Foundation, 2018. Image courtesy of Sharjah Art Foundation

Certo non meraviglia che la Rain Room, la scenografica installazione progettata dal collettivo londinese Random International (Londra, 2005), approdata dopo un tour mondiale in maniera definitiva alla Sharjah Art Foundation negli Emirati Arabi, attiri tanto interesse. In primis perché, come è intuibile, la pioggia è un evento rarissimo da quelle parti. Poi perché gli emirini, dopo l’inaugurazione del Louvre Abu Dhabi, guarda all’arte contemporanea con curiosità. L’installazione, datata 2012, consente ai visitatori di entrare in una camera dove una pioggia incessante sembra caderti addosso. Tuttavia, grazie a una tecnologia all’avanguardia, gli spettatori all’interno della stanza non si bagnano mai e le gocce sembrano volteggiare poeticamente nell’aria. L’opera ha attirato migliaia di visitatori in tutti i musei in cui è stata esposta, dal Los Angeles County Museum of Art al Barbican Centre di Londra, dal MoMA allo Yuz Museum di Shanghai, causando spesso file interminabili. Eppure non si tratta di un banale giochino visto che ci sono voluti anni di studi per mettere a punto un sistema che contemplasse le tecniche più avanzate di programmazione digitale per realizzare il progetto. L’ambiente di cento metri quadrati usa telecamere tridimensionali montate in alto per cogliere i corpi sottostanti in modo da aprire e chiudere le valvole che controllano il flusso dell’acqua al passaggio delle persone che possono, quindi, regolare il flusso della pioggia con la loro andatura in maniera più o meno intensa.

– Mariacristina Ferraioli

Sharjah Art Foundation – Rain Room,
Alyazeyah Al-Reyaysa
Sharjah
http://sharjahart.org/press

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.