Linee di omogeneità. H.H. Lim a Roma

Museo Pigorini, Roma ‒ fino al 20 maggio 2018. Con l’“Origine del dettaglio” H.H. Lim risponde alla chiamata del Museo Pigorini e costruisce un dialogo tra il folklorico e l’arte contemporanea.

H.H. Lim. Origine del dettaglio. Exhibition view at Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, Roma 2018
H.H. Lim. Origine del dettaglio. Exhibition view at Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, Roma 2018

Origine del dettaglio, la personale di H.H. Lim (Malaysia, 1954) al Museo Pigorini organizzata nell’ambito del programma Swich, è un miracolo visivo che unisce gli oggetti della tradizione popolare (“oggetti che sono fatti per il corpo che agisce e vive, in contesti reali”, avvisava Paolo Toschi in uno dei suoi Saggi sull’arte popolare) a una visione contemporanea accogliente, dialogica, aperta, tesa a concepire un nuovo sguardo tra passato e presente.
Nato come progetto di residenza che ha portato l’artista a studiare le ampie collezioni del museo e a puntare l’indice sugli oggetti indonesiani e malesi, il progetto espositivo messo in campo da Lim è come un’opera d’arte totale che trasforma l’allestimento in esercizio creativo, dove l’opera diventa non solo punto di vista speciale sullo scenario delle collezioni, ma anche (qui Lim ha mostrato una densità e una freschezza fuori dal comune) luogo d’accoglienza, vetrina, apparecchio espositivo in sé e assieme momento irrinunciabile di assimilazione, di generose congiunzioni, di riconnessione tra il passato e il presente, tra l’arcaico e l’attuale.

H.H. Lim. Origine del dettaglio. Exhibition view at Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, Roma 2018
H.H. Lim. Origine del dettaglio. Exhibition view at Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, Roma 2018

LA MOSTRA

Scelti con cura e collocati su opere che abbandonano la verticalità per acquisire orizzontalità e farsi dunque “base collaborativa”, gli oggetti votivi e folklorici “adottati” da Lim ammettono senza particolare difficoltà la trasposizione dalla dimensione originaria a quella del contemporaneo: il cambiamento di supporto espositivo non comporta alcuna distorsione di destinazione, ma amplifica la lettura creando interessanti linee di omogeneità.
Se da una parte alcuni pannelli lignei (tipica strategia impiegata da Lim per ragionare su problematiche legate ai colori o alle materie) diventano supporto per oggetti di guerra, “per armi che non dimenticano la bellezza, l’eleganza, il segno specifico di una civiltà” (Lim), dall’altra un palinsesto di sedie denominate dall’artista Punti di vista (le sedie sono nella collezione permanente del MAXXI) offrono alcune latitudini visive che mirano a creare colpi d’occhio, sguardi totali e totalizzanti sul dialogo e sulla partecipazione.

H.H. Lim. Origine del dettaglio. Exhibition view at Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, Roma 2018
H.H. Lim. Origine del dettaglio. Exhibition view at Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, Roma 2018

UN CORPO A CORPO CON GLI OGGETTI

Le scritte In bilico tra rosso ossido e nero d’avorio, Verde primavera scuro o forse blu elettrico?, In bilico tra giallo acido e verde petrolio, … bianco avorio, il mio errore preferito e Colla di coniglio con gesso di Bologna? Oppure colla vinavil con gesso alabastrino? dei pannelli invitano via via lo spettatore ad avvicinarsi agli oggetti, a creare un corpo a corpo, a leggere momenti non trascurabili dell’apprendimento, dell’attività di più ampia consapevolezza, del nodo forte e intellettualmente organico che Lim è riuscito magistralmente a plasmare.

Antonello Tolve

Dati correlati
Spazio espositivoPALAZZO DELLE SCIENZE - MUSEO NAZIONALE PREISTORICO ETNOGRAFICO PIGORINI
IndirizzoPiazza Guglielmo Marconi 14 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).

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