Paradisi perduti. Timea Anita Oravecz a Roma

Una serie di lavori sviluppati a seguito di un viaggio in Colombia. Riflessioni che si collegano al tema della caduta dell’uomo, celebrata da Milton nel 1667 (in Paradise Lost), che purtroppo in Colombia ha provocato una feroce guerra civile figlia di una rete molto complessa di schieramenti e alleanze. Un Paese oggi in ripresa, sebbene […]

Una serie di lavori sviluppati a seguito di un viaggio in Colombia. Riflessioni che si collegano al tema della caduta dell’uomo, celebrata da Milton nel 1667 (in Paradise Lost), che purtroppo in Colombia ha provocato una feroce guerra civile figlia di una rete molto complessa di schieramenti e alleanze. Un Paese oggi in ripresa, sebbene ancora tormentato da violenza e povertà; così come si evince nei tre video intervista presentati in mostra. Una mappa realizzata con sangue e caffè in cui le città principali sono riprodotte come foglie. Due installazioni. Una scala di legno che conduce a una finestra per svelare la bellezza dei paesaggi colombiani, un simbolo di comunicazione, di risalita ma anche un collegamento sciamanico, come nella visione del mondo dell’antica cultura ungherese. Insieme alla finestra diventa una porta d’accesso o di fuga. Timea Anita Oravecz (Budapest, 1975; vive a Berlino) ha vissuto a pieno gli anni del socialismo e li riflette nella sua poetica, un termine di confronto necessario per raccontare i processi economici e culturali dei diversi contesti geo-politici che esamina. Questa necessità di integrazione l’accompagna da sempre nella vita e nell’arte.

Michele Luca Nero

Evento correlato
Nome eventoTímea Oravecz - Paradise Lost
Vernissage06/03/2018 ore 18,30
Duratadal 06/03/2018 al 04/05/2018
AutoreTimea Oravecz
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoEX ELETTROFONICA
IndirizzoVicolo Di Sant'onofrio 10-11 - Roma - Lazio
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.