Patricia Phelps de Cisneros dona 202 opere a 6 musei. Obiettivo? Promuovere l’arte sudamericana

Patricia Phelps de Cisneros regala 202 opere di artisti sudamericani a sei grandi musei del mondo. Unica istituzione europea beneficiata, il Reina Sofia di Madrid.

Museo Reina Sofia a Madrid
Museo Reina Sofia a Madrid

Artisti, collezionisti e musei. Il circolo virtuoso dell’arte contemporanea vive ancora oggi, come in passato, grazie soprattutto al contributo fondamentale dei grandi mecenati. Lo conferma il gesto importante compiuto dalla nota collezionista venezuelana Patricia Phelps de Cisneros (moglie del magnate delle telecomunicazioni Gustavo Cisneros, fra gli uomini più ricchi al mondo) che in questi giorni ha donato 202 opere della sua collezione d’arte contemporanea (CPPC) a sei istituzioni museali sparse per il mondo. Obiettivo della donazione: promuovere gli artisti e la cultura latinoamericani, perché diventino patrimonio del mondo globale.

I MUSEI BENEFICIARI

Oltre ovviamente ai 91 artisti selezionati, provenienti da 22 Paesi diversi, i beneficiari sono alcuni dei musei o istituzioni culturali nel cui board o consiglio internazionale figura il nome della bionda ed affascinante dama venezuelana. Prima di tutto il MoMa di New York, al quale già un paio di anni fa la signora Phelps de Cisneros regalò un centinaio di opere della sua collezione d’arte del Novecento. I 90 pezzi donati ora al museo newyorchese sono invece perlopiù creazioni del ventunesimo secolo e portano la firma, tra gli altri, di alcuni importanti artisti contemporanei come il brasiliano Jac Leirner, l’uruguaiano Luis Camnitzer, l’argentina Amalia Pica e la guatemalteca Regina José Galindo; arricchiranno le collezioni del MoMa in vista dell’ampliamento del 2019. Il resto delle opere sono state suddivise tra il Centro nazionale d’arte Reina Sofia di Madrid, il Bronx Museum of the Arts di New York, il Mali di Lima, il Mamba di Buenos Aires e il Blanton Museum of art at the University of Texas, di Austin. Ogni museo ha selezionato i pezzi adatti per un dialogo fruttifero con le opere delle proprie collezioni stabili.

REINA SOFIA, UN PONTE CON IL SUDAMERICA

È intensa da tempo anche la relazione fra la mecenate venezuelana e il principale centro nazionale d’arte contemporanea spagnolo. Nel 2012, infatti, il direttore del Reina Sofia Manuel Borja Villel ha firmato un accordo per una serie di progetti educativi e culturali con la Collezione Phelps de Cisneros, culminati nella grande mostra del 2013 dal titolo L’invenzione concreta, con oltre duecento opere di artisti sudamericani dagli anni Trenta agli anni Settanta. Esponendo per la prima volta in Europa una selezione della collezione Phelps de Cisneros, a cui è seguita una prima donazione, si è rafforzata dunque la vocazione del Reina Sofia di museo del Sud, vocazione che continua oggi con questa nuova importante donazione di 39 pezzi, opere di 12 artisti che provengono da Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Paraguay e Venezuela. Si tratta di artisti giovani (come Osías Yanov, Mathias Duville e Federico Herreno) o meno giovani (come Claudio Perna, Luis Fernando Benedit e Waltercio Caldas) che, nonostante la diversa provenienza geografica, rappresentano in maniera omogenea la mappa evolutiva dell’arte sudamericana contemporanea, caratterizzata dalla ricerca di nuovi linguaggi e di mezzi creativi innovativi, con contenuti centrati sull’indagine sociale e la riflessione storica.

ARTE E COLONIALISMO, LA CULTURA DEL SUDAMERICA

La Collezione di Patricia Phelps de Cisneros nasce negli Novanta come emanazione della Fondazione Cisneros, creata negli anni Settanta dalla coppia di magnati venezuelani con scopi soprattutto educativi e sociali. Con sede a Caracas e a New York, è presieduta dalla figlia Adriana e diretta dal curator spagnolo Gabriele Pérez-Barreiro.  La collezione è molto ampia e articolata perché comprende non solo pezzi di artisti viventi, ma anche opere d’arte astratta geometrica del Novecento, capolavori d’epoca coloniale e oggetti di carattere etnografico (la Collezione Orinoco) dedicati alle grandi esplorazioni nelle terre sconosciute del Sud America, sulle orme del bisnonno di Patricia, William Henry Phelps (1875–1965). Patricia Phelps de Cisneros si considera oggi prima di tutto e soprattutto una mecenate, che si fa carico del benessere dell’artista attraverso la catalogazione delle sue opere, la relazione con le istituzioni culturali e la promozione del suo lavoro creativo, con l’unico obiettivo concreto di diffondere a livello globale la conoscenza dell’arte e della cultura latinoamericane. Gli artisti sono i primi a percepire i cambiamenti del mondo, della nostra società”, spiega in questi giorni la collezionista al quotidiano spagnolo Abc. “La nostra missione è sempre stata quella di costruire ponti per la comprensione tra il Sudamerica, gli Stati Uniti e il resto del mondo, piuttosto che creare muri, barriere” ha dichiarato recentemente al New York Times.  Molto più dunque che collezionista, Patricia Phelps de Cisneros simboleggia dunque il volto moderno del mecenatismo del XXI secolo, l’imprescindibile nesso fra la creazione e la fruizione, fra l’arte e la società.

-Federica Lonati

www.museoreinasofia.es
www.coleccioncisneros.org

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.