La Fondazione Piero Manzoni distrugge 39 quadri falsi. E pubblica anche un video

La piaga della contraffazione viene combattuta con decisione dalla Fondazione Manzoni di Milano, che dal 1992 tutela l’opera dell’artista. Un comunicato, corredato da foto e video, annuncia la distruzione di 39 Achromes falsi.

La distruzione di un Achrome falso di Piero Manzoni
La distruzione di un Achrome falso di Piero Manzoni

La guerra ai falsi è senza quartiere nel mondo dell’arte contemporanea. Sono tante infatti le fondazioni che hanno come obiettivo la tutela dell’opera dei grandi artisti del passato recente, molti dei quali sono i bersagli preferiti del redditizio mercato dei falsi. Uno di questi è Piero Manzoni (1933 – 1963) la cui serie di Achromes è stata flagellata da una vera e propria invasione di copie. Per testimoniare il proprio impegno e la propria fermezza nel tutelare l’autenticità delle opere, la Fondazione Manzoni di Milano nei scorsi giorni ha diramato un comunicato che annuncia la distruzione di ben 39 quadri. Queste opere, tutti Achromes di diverse tecniche – dalle tele grinzate ai cotoni, dai pacchi ai polistiroli – erano state attribuite all’artista ma poi dichiarate false dal Tribunale Civile di Milano. I falsi, di proprietà del baritono Giuseppe Zecchillo, sono stati letteralmente fatti a pezzi con il beneplacito dell’erede del collezionista.

UNA BATTAGLIA SENZA QUARTIERE

Secondo quanto dichiara la Fondazione, Zecchillo negli anni Novanta “aveva creato un’associazione chiamata Amici di Piero Manzoni con la quale tentava di promuovere e sostenere la diffusione di racconti diffamatori a sostegno delle opere, quasi sempre non autentiche, di proprietà dei soci. Ma i numerosi interventi legali della Fondazione (ad oggi sono ben 65 le opere dichiarate non autentiche in sede giudiziaria civile) e la collaborazione con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri hanno fermato la circolazione di questi quadri falsi. Dieci opere già di proprietà Gianni Schubert sono state infatti anch’esse distrutte dal Nucleo di Monza nel 2016.” Con questo intervento, l’istituzione milanese, costituita nel 1992 dalla famiglia di Manzoni per curare l’archiviazione delle sue opere, rassicura i collezionisti dell’artista e annuncia la prossima pubblicazione di una nuova edizione del catalogo generale online, che sarà consultabile in qualsiasi momento per verificare l’autenticità dei lavori. Per dimostrare, anche simbolicamente, la forza con cui si oppone alla contraffazione, l’annuncio è stato corredato di fotografie e video in cui si può assistere alla distruzione fisica di alcune opere dichiarate false.

– Valentina Tanni

www.pieromanzoni.org

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AutorePiero Manzoni
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).