Il leader come divinità. All’UMAM di Mosca c’è la mostra SuperPutin dedicata al presidente

“Il più grande pericolo per il dittatore non è un eccesso di fiducia in sé prima della vittoria, ma la megalomania che arriva in seguito” era solito ripetere Emil Ludwig, scrittore e giornalista tedesco famoso per aver intervistato leader politici del calibro di Mussolini e Stalin. Un’affermazione che per traslato tocca tutte le personalità che […]

SuperPutin all'UMAM di Mosca REUTERS/Maxim Shemetov
SuperPutin all'UMAM di Mosca REUTERS/Maxim Shemetov

Il più grande pericolo per il dittatore non è un eccesso di fiducia in sé prima della vittoria, ma la megalomania che arriva in seguito” era solito ripetere Emil Ludwig, scrittore e giornalista tedesco famoso per aver intervistato leader politici del calibro di Mussolini e Stalin. Un’affermazione che per traslato tocca tutte le personalità che si trovano a rivestire una carica di potere per lungo tempo. Fa discutere, ma allo stesso tempo non stupisce più di tanto, il fatto che l’UMAM – Ultra Modern Art Museum di Mosca dedichi la mostra SuperPutin all’uomo che detiene saldamente il potere in Russia da oltre vent’anni e che la scelta delle opere vada in una direzione di assoluto ossequio nei confronti del leader. E per una fortunata coincidenza del destino l’inaugurazione della mostra abbia coinciso con l’annuncio di Vladimir Putin di candidarsi per il quarto mandato presidenziale consecutivo.

LA MOSTRA

La mostra include 30 tra dipinti e sculture che hanno come protagonista il presidente. L’uomo dei record, che domina incontrastato sul suo paese senza di fatto un’opposizione e con un indice di popolarità superiore al 80%, è rappresentato in mostra ora come un imperatore romano, ora come una sorta di moderno Babbo Natale, ora come un supereroe che combatte i terroristi o addirittura come un atleta olimpico colto nell’attimo di stendere al tappeto l’avversario. O come un uomo del popolo amante degli animali. Certo c’è una velata dose di ironia “ma fino ad un certo punto”, ribadisce nel presentare la mostra Yulia Dyuzheva, ventiduenne attivista pro Putin, tra le organizzatrici della mostra, “perché si tratta di tutte qualità fisiche e morali che Putin possiede”. Tutti gli artisti invitati sono russi.

L’IMMAGINE DI SÉ

La mostra, che si concluderà il 15 gennaio, gioca volutamente sull’ambiguità tra omaggio e distanza, tra ironia e patriottismo esasperato senza mai elevarsi al livello della critica. L’altra faccia della medaglia è che quasi tutte le opere esposte sono figlie dell’immagine che Putin ha instillato nell’opinione pubblica russa e che sono alla base del suo successo incontrastato. Un’immagine che è soprattutto mediatica e non a caso la maggior parte delle opere sono ispirate allo stile della Pop-art, il movimento che ha costruito intorno all’uso dei media la sua cifra stilistica. Una mostra discutibile certo, ma che rappresenta il segnale di una deferenza diffusa, indizio incontestabile del prossimo trionfo, quello che porterà l’ex militare e l’ex uomo chiave del KGB a governare la Russia fino al 2024.

– Mariacristina Ferraioli

https://umammuseum.com

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.