Aspettando te. I desideri scolpiti di Marco Cornini

Usando la terracotta per dare forma a desideri e aspettative, Marco Cornini punta lo sguardo sulla figura femminile. Ritratta in languide pose d’attesa.

Marco Cornini, Forse fra poco arriverai, 2013
Marco Cornini, Forse fra poco arriverai, 2013

Artista del desiderio, essenzialmente, è Marco Cornini (Milano, 1966). Diplomatosi in scultura a Brera, da trent’anni le sue mani modellano quasi esclusivamente figure femminili. In terrecotte colorate con acrilici, di media grandezza. Giovani donne snelle, i capelli lunghi, tutte piuttosto simili tra loro, sempre molto poco vestite, sedute o semisdraiate, isolate nello spazio, in posizione di attesa. Dolcemente (molto dolcemente) ossessivo-compulsivo, il loro autore rivela di non usare modelle o fotografie ma di affidarsi del tutto alla propria fantasia.
Cornini si è imposto tra gli artisti della nuova figurazione fin da inizio carriera, seguito e segnalato volentieri in particolare dai critici nazionali più affezionati all’espressione figurativa, via via Alessandro Riva, il compianto Maurizio Sciaccaluga, Vittorio Sgarbi, Beatrice Buscaroli, Luca Beatrice. E in effetti la sua scultura è sempre, a suo modo, narrativa. Da un lato ha scelto di fare ricorso a una tecnica inattuale, la terracotta, che lo ricollega a un passato sempre più in fuga lontana, dalla compostezza di Arturo Martini su e su fino alla ieratica fissità della plastica etrusca. D’altro canto, non solo per l’uso del colore ma per la scelta – tanto concettuale quanto sentimentale – di soggetti dichiaratamente introspettivi, si confessa moderno almeno quanto Edward Hopper (mentre Luca Beatrice, a ragione, lo ha apparentato al Dino Buzzati di Un amore, il bellissimo romanzo dedicato al perduto innamoramento di un borghese milanese per una lolitesca puttanella, l’indimenticabile Laide).

Marco Cornini, Proprio io, 2014
Marco Cornini, Proprio io, 2014

UN NOVELLO RODIN

Di fatto, le immobili donne di Cornini sono colte regolarmente in momenti di sospesa riflessione, per cui le si percepisce mobili internamente. Lo si capisce dai loro sguardi (“Continuo a sperimentare nuovi materiali e tecniche di colore, uso terre e argille diverse, smalti e invetriature che fanno risaltare occhi e palpebre per catturare lo sguardo di chi le osserva”, dice infatti lui). Sono donne che pensano. Che ricordano. Che immaginano. E, a giudicare dai loro atteggiamenti languidi, che desiderano. Forse stanno tenendo a freno i propri sensi, forse invece stanno per lasciarsi andare, forse addirittura sono già spossate per aver dato uno sfogo fugace alla voglia febbrile d’amore. Ma il loro pensiero va sempre nella medesima direzione. I titoli delle opere lo esplicitano sovente con chiarezza: Pensando a te, Forse tra poco arriverai, Aspettando te, È stato bello vederti, Resta con me, Perché, tesoro mio?
Sensuale, novello Rodin (mutatis mutandis!), Cornini impasta la materia col proprio desiderio. E, con una certa acrobazia concettuale forse conscia e forse no, attenzione!, si scherma nel rappresentare il desiderio di colei che invece è lui a star desiderando – così insieme impudico e pudico.

Ferruccio Giromini

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #39

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha anche esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Come consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per diversi editori. Dal 1979 tiene corsi e laboratori per istituzioni scolastiche pubbliche e private, tra cui dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano. È docente collaboratore della rete italiana dell’Università del Fumetto. Finora ha curato e presentato cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di centoquaranta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti. Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria, il Festival Suq di Genova. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova e nella stagione 2008/09 ha ideato e diretto il Festival Fantastiche Terre di Portofino in Liguria. Dal 2008 è condirettore del Premio Skiaffino di Camogli.