Il National Museum di Cardiff inaugura una mostra organizzata da homeless

Il National Museum di Cardiff inaugura per beneficenza una mostra curata da un gruppo di senzatetto. L’esposizione che include opere di artisti contemporanei è finalizzata ad offrire sostegno e nuove opportunità a chi vive una condizione di disagio. Le immagini

Who Decides? National Museum di Cardiff
Who Decides? National Museum di Cardiff

È proprio il caso di parlare di una mostra speciale. Il National Museum di Cardiff ha inaugurato una mostra dal titolo Who decides? Fin qui nulla di particolare, se non fosse che l’esposizione è curata da un gruppo di persone che hanno avuto o hanno ancora esperienza di vita per strada. La mostra, che ha inaugurato lo scorso 28 ottobre, è stata sostenuta da The Wallich, un’associazione di beneficenza che si occupa della condizione dei senzatetto in Galles non solo secondo una modalità assistenzialista, ma anche coinvolgendole in progetti e nuove opportunità. Le opere d’arte in mostra sono state selezionate dai “curatori” a partire dalla collezione del museo e della Derek Williams Trust, una fondazione senza scopo di lucro che da dieci anni sostiene il National Museum, supportandolo negli acquisti. La mostra include opere di artisti contemporanei come Anthony Caro, Olga Chernysheva, Richard Deacon, Laura Ford, Richard Long, Paula Rego, Clare Woods e Bedwyr William. Un progetto in cui il museo sembra credere fortemente dato che la mostra proseguirà fino a settembre 2018.

ARTE E BUONE CAUSE

Sono moltissimi i progetti che usano l’arte per riflettere su temi sensibili. Tra questi, una mostra nell’ambito del piano Art by Offenders, ancora in corso fino al 15 novembre, curata dal noto artista, Sir Antony Gormley. Siamo la charity più famosa del Regno Unito che promuove programmi d’arte per i detenuti”, spiegano i promotori della Koestler Trust. “Premiamo, esponiamo, vendiamo opere d’arte dei carcerati da oltre 50 anni. I nostri premi ricevono oltre 8000 iscrizioni l’anno e le nostre mostre richiamano circa 20.000 visitatori. Non abbiamo però capitali di base né fondi. Il nostro lavoro dipende esclusivamente dalle donazioni che riceviamo. L’edizione 2016 è stata condotta da Sarah Lucas, sotto il titolo Free (della quale vi mostriamo un film che la racconta), ma ci sono stati anche colleghi del calibro di Jeremy Deller o del rapper Speech Debelle, tra i curatori, con l’obiettivo di offrire ogni anno un approccio espositivo diverso. La mostra di Gormley si chiama Inside e riunirà quanti selezionati tra gli artisti carcerati britannici (in Uk o residenti all’estero) che hanno deciso di partecipare al programma. Parallelamente c’è, infatti, un premio, sempre indetto dalla Koestler, che però non inficia minimamente le scelte curatoriali. Il progetto prevede altri programmi espositivi in tutto il Regno Unito, che coinvolgono gruppi locali e artisti, così come le famiglie dei detenuti. Si tengono a Glasgow, Edimburgo, Gateshead, Manchester, Liverpool, Birmingham e Cardiff. La prossima tappa, a cura di Jenni Fagan, sarà in Scozia tra novembre e dicembre 2017 ed è inoltre prevista un’occasione espositiva a Colchester nel 2018.

– Mariacristina Ferraioli   

Who decides?/ 28 Ottobre 2017–2 Settembre 2018
National Museum di Cardiff
Cathays Park, Cardiff

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.