Vendere il proprio telefono (foto incluse) per 1000 dollari. Il progetto di Eva e Franco Mattes

Eva e Franco Mattes lanciano una call per trovare qualcuno disposto a vendere il proprio telefono, con tutto quello che c’è dentro, in cambio di mille dollari. Le foto e i video saranno usati per un’opera che entrerà nella collezione di un museo americano. C’è tempo fino al 30 ottobre.

Sell Your Phone (and all of your photos) for 1000 dollars
Sell Your Phone (and all of your photos) for 1000 dollars

Quello della privacy nell’epoca di Internet è un tema da sempre caro a Eva e Franco Mattes (a.k.a 0100101110101101.org). Sin dai tempi di Life Sharing, un progetto che risale ai primissimi anni Duemila, i due hanno intrapreso una complessa e stimolate ricerca sul tema della condivisione delle informazioni, un’azione che può essere più o meno consapevole, ma che ci riguarda tutti. Riportato in vita nelle scorse settimane dall’associazione newyorkese Rhizome, impegnata nella conservazione e nella divulgazione della new media art, il progetto consisteva nell’apertura totale e costante, 24 ore su 24, del computer degli artisti. Testi, immagini, corrispondenza privata, lavori in corso: tutto era consultabile e scaricabile tramite un sito web. Un’operazione di trasparenza estrema – Hito Steyerl per descriverlo ha parlato di “pornografia astratta” – che apriva il dibattito sui rischi dell’over-sharing in tempi decisamente non sospetti. Nel 2000 infatti, anno in cui il progetto è partito, social network come Facebook e Twitter non esistevano ancora.
Nel 2011, con il progetto The Others, cominciava a emergere invece il tema del furto dei dati. Uno slideshow mostrava diecimila immagini pescate a caso dai personal computer di centinaia di persone: un’operazione realizzata sfruttando un glitch del software che oltre a offrire un inaspettato spaccato nelle vite altrui, mostrava anche con quale facilità le nostre informazioni personali possono essere prelevate e diffuse.

 

DALLA CONDIVISIONE ALL’ESIBIZIONISMO

Eva e Franco Mattes, Life Sharing
Eva e Franco Mattes, Life Sharing

Il tema dell’esposizione di dati personali online, insieme a quelli della sorveglianza e del vouyerismo, torna in questi giorni con un nuovo progetto, di cui ancora non si sa molto ma che dalle premesse sembra configurarsi come un nuovo capitolo di questo filone di ricerca. Eva e Franco Mattes hanno infatti lanciato una call per cercare persone disposte a vendere il proprio telefono cellulare, con tutto quello che contiene – inclusi video e foto – per la cifra di mille dollari. Per partecipare alle selezioni è necessario avere uno smartphone con all’interno migliaia di immagini, scattate nel corso di diversi anni, ed essere disposti a consegnarlo così com’è, senza rimuovere alcun contenuto. Le foto e i video andranno a comporre una nuova opera che entrerà a far parte della collezione permanente di un grande museo di New York City e verrà esposta online e offline in giro per il mondo. In poche parole, bisogna essere disposti a rendere pubblico un pezzo della propria vita, senza editing, per sempre. Questa volta, dunque, è la componente dell’esibizionismo, più che quella della condivisione, ad essere centrale: mettersi a nudo in cambio di visibilità e celebrità (e denaro) è ancora un atto controverso, oppure si tratta di un comportamento diffuso e normalizzato, della nostra nuova realtà? “Privacy is stupid”, lo slogan di Life Sharing coniato nel lontano 2000, era già una risposta…

 

– Valentina Tanni

http://0100101110101101.org/sell-your-phone-and-all-of-your-photos-for-1000

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).