Le pitture danzanti di Francesco Candeloro. A Bologna

Galleria Studio G7, Bologna – fino al 18 novembre 2017. Corpi informi e germinazioni biomorfe si animano sulle tele dell’artista e invadono la galleria bolognese. Tra organicismo e decorativismo.

Francesco Candeloro, Conversazioni dopo l'alba, 2006
Francesco Candeloro, Conversazioni dopo l'alba, 2006

Con il ciclo delle Pitture danzanti, realizzate nel primo decennio degli Anni Zero, Francesco Candeloro (Venezia, 1974) ridefinisce la superficie pittorica come un fertile terreno su cui dare vita, come afferma egli stesso, a “micro corpi che diventano impronte e parole”, tracce embrionali in pigmento e vinavil che ostentano la propria struttura molecolare accennando a potenziali sviluppi figurali. Germinazioni e feti biomorfici si animano su colorati pannelli multistrato o MDF organizzati in polittici, stringendosi in ambigue e indeterminate relazioni di reciprocità, ambendo a significare, come morfemi disposti a interconnettersi per farsi linguaggio. Impossibilitati a raggiungere però una completezza significante, questi embrioni si impongono alla visione come lacerti di una narrazione disgregata, lasciando allo spettatore la possibilità di costruire mentalmente un proprio racconto.

Pasquale Fameli

Evento correlato
Nome eventoFrancesco Candeloro - Pitture (danzanti)
Vernissage30/09/2017 ore 18
Duratadal 30/09/2017 al 18/11/2017
AutoreFrancesco Candeloro
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA STUDIO G7
IndirizzoVia Val D'aposa 4a - Bologna - Emilia-Romagna
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Pasquale Fameli
Pasquale Fameli (1986) è dottorando in Arti visive performative e mediali presso l'Università di Bologna, dove si è laureato con lode. Collabora al corso di Fenomenologia dell'arte contemporanea presso il medesimo ateneo, dedicando particolare attenzione alle esperienze extra-pittoriche del secondo Novecento. Nel 2013 ha pubblicato un libro dal titolo “Il corpo risonante. Vocalità e gestualità nel Novecento”, incentrato sulle esperienze sonoro-performative dal Futurismo a oggi. Attualmente i suoi interessi di ricerca vertono sulle poetiche concettuali e comportamentiste di fine Anni Sessanta, sulle ricerche verbo-visive del secondo Novecento e sui rapporti tra arte e nuovi media.