Ecco cosa è la Cena Palindroma che l’artista Daniel Spoerri ha allestito a Verona

La cena palindroma organizzata da Daniel Spoerri, con 100 coperti, è stata veramente un evento da non perdere. Anche perché si è svolta solo due volte nel corso della carriera dell’artista. L’ultima nel 2005 ad Amburgo. Ecco le immagini.

La cena palindroma di Spoerri
La cena palindroma di Spoerri

È sicuramente uno degli eventi di punta della settimana dell’arte contemporanea di Verona, la grande cena per cento coperti di Daniel Spoerri, -danzatore, artista rumeno naturalizzato svizzero – realizzata in collaborazione con la Galleria Boxart, che nel contempo ha inaugurato la mostra personale dell’artista Riordinare il mondo, a cura di Marco Bazzini. Inteso come piece teatrale, la cena segue la tradizione dei celebri Banchetti dell’artista nato a Galati in Romania nel 1930. Spoerri ha un amore fortissimo e profondo per il nostro Paese, tanto da aver scelto la Toscana come terra ideale per installare (a ottanta chilometri da Siena) il suo Giardino, luogo in cui sono conservate ed esposte al pubblico parte delle sue sculture. Tra queste, opere che nascono prima dalla pratica dell’object trouvé e dell’assemblage in puro stile Nouveau Réalisme, pur non rinunciando alla solida e attraente eternità dei materiali della scultura classica.

LA CENA DI SPOERRI

Sono i soggetti, infatti, a sovvertire il senso delle cose: tra questi, tavole imbandite che diventano sculture, consumate e congelate nell’abbandono al termine del desinare, con un sentimento di morte e solitudine fortissimo e sublime. Quella offerta da Verona è anche una prima volta: Spoerri non aveva mai infatti inscenato uno dei suoi Banchetti (performance in cui il cibo assume in senso partecipativo un ruolo protagonista), in Italia. Prendendo spunto dalla tradizione delle nature morte, delle scene di genere, dei cenacoli tramandati dalla storia dell’arte, ma anche da esperienze come il famoso Ristorante di Daniel Spoerri, in vita dal 1968 al 1972 a Düsseldorf e nel quale serve cibo preparato da lui stesso, l’artista propone la versione “palindroma” del banchetto che ha avuto solo due precedenti nella carriera dell’artista (l’ultima nel 2005 ad Amburgo): i sapori, in quelle che sono vere e proprie cene-performance, si combinano, le carte si mischiano. Tra i Banchetti più conosciuti ci fu ad esempio quello organizzato nel 1970 in occasione del decimo anniversario del Nouveau Réalisme. In questa occasione l’artista presentò, in una performance culinaria, cibi ispirati alle opere dei Nouveaux Réalistes (per esempio frutti di mare immersi in gelatina, piatto ispirato alle accumulazioni di Arman). A Verona, invece, si parte dal gelato, che però è una prima portata, mentre gli antipasti che sembrano dessert arrivano alla fine, i piatti principali assumono invece la forma liquida del caffè, in un fortissimo cortocircuito di senso. D’altra parte palindromo significa: parola o cifra che letta in senso inverso mantiene immutato il significato.

IL MENÙ

Si parte dall “Espresso Macchiato”, che in realtà è una crema di spinaci con panna acida, si prosegue con un “Gelato Variegato alla Stracciatella”, che invece assume le fattezze dei canederli, si prosegue con una “Torta di riso alla vaniglia”, aka lo sformato al formaggio, passando per la “Cotoletta alla Milanese” – stiamo parlando di una portata di pesce -, per arrivare agli “Spaghetti Pomodoro e Grana”, che svelano di essere un gelato, e all’infuso di erbe con “sfere di baccalà” che invece è caffè. Spoerri, esperto traduttore di Duchamp, è uno degli alfieri della street art e del Nouveau Realisme. Spoerri è stato anche poeta, memorialista, saggista, etnoantropologo, enologo, gastronomo e umanista; i suoi interessi, come ricorda l’amico gallerista ed editore di Milano Arturo Schwarz, “sono vari quanto quelli degli enciclopedisti del Seicento”. Negli anni ’90 ha aperto a Seggiano, in Toscana, un grande parco di sculture, che dal 1997 è diventato una fondazione. Ecco le immagini dell’evento, tenutosi a Palazzo dei Mutilati a Verona.

Santa Nastro

Palazzo dei Mutilati
Via dei Mutilati, 8, Verona

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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