Visioni incise. Tre mostre al mitico Istituto Centrale della Grafica

Calcografia, Roma – fino al 26 agosto 2017. Tre mostre sono allestite nella settecentesca istituzione, oggi fusa con il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe. Un luogo di custodia, diffusione e valorizzazione della grafica d’arte, da cui sono passati grandissimi artisti e incisori. Tre artisti italiani si media generazione raccontano qui la bellezza del segno inciso, tra magie visionarie, virtuosismo tecnico, riferimenti mitologici e letterari.

Francesco Parisi, Martirio di Rabbi Akiba, dal ciclo Lamed Vav, 2014, xilografia
Francesco Parisi, Martirio di Rabbi Akiba, dal ciclo Lamed Vav, 2014, xilografia

Fra i più antichi e prestigiosi templi europei dell’incisione, l’Istituto Centrale della Grafica custodisce un tesoro straordinario, composto da centinaia di matrici, stampe, disegni d’epoca. Perentoria Figura, a cura di Gabriella Bocconi e Rita Bernini, unisce oggi tre personali di tre noti incisori, docenti delle Accademie di Belle Arti di Roma, Macerata, Frosinone: opere più o meno recenti, in dialogo con alcune perle della collezione. E le ‘figure’ del titolo sono tracce sulla lastra, immagini cercate nel vigore dell’inchiostro e del solco, oppure segni musicali, laddove la scrittura incisa si fa – simbolicamente – partitura.

Andrea Lelario, Dall'altra parte della luna, grafite su cartoncino, 2016
Andrea Lelario, Dall’altra parte della luna, grafite su cartoncino, 2016

LELARIO, ASTRAZIONI COSMOLOGICHE

Andrea Lelario (Roma, 1965), che accosta qui i suoi mix di acquaforte, puntasecca, bulino e grafite ad artisti come Hans Hartung e Luigi Bartolini, dispiega uno spettacolo notturno, crepuscolare. Là dove la natura è grembo misterioso, macchina metafisica, jungiana, astronomica, desiderante e lirica. Il viaggio si consuma fra scorci di boschi e geometrie lunari, orizzonti lunghi puntellati di parole, intrecci di sinapsi, ombre, appunti illeggibili e presenze minute che diventano tessiture.
Sapiente la gestione dei livelli, delle zone di buio e di quelle radiose, dell’emotività diffusa ma mai ecceduta, insieme al rigore formale che spinge verso l’astrazione. Tutto si tiene, nel segno di un romanticismo dolce. Sguardo puntato, saggiamente, all’universale: quel che serve, quando il gesto s’accosta alla poesia.

Francesco Parisi, Nuptiae, 2005
Francesco Parisi, Nuptiae, 2005

PARISI, IL TESTO SACRO E IL SEGNO VISIONARIO

Il tratto scabro, contrastato e netto delle xilografie di Francesco Parisi (Roma, 1972) è al servizio di una figurazione che attinge dal mito, lungo i sentieri di una spiritualità fuori dal tempo: fiabe mistiche, allucinazioni, allegorie ed estetismi visionari, l’erotico, il fascinans e il tremendum, il bestiale, il divino e il luciferino, in una successione di tavole che illustrano testi memorabili, dall’ebraico Lamed Vav alla novella ottocentesca The Great God Pan, passando per il Cantico dei Cantici. Letteratura dell’origine, tradotta nel segno contemporaneo di chi si muove sulla soglia: tra il lusso della tradizione e la sfida al presente, tra il culto del racconto e il superamento della visione.
Il cotè oscuro di Parisi, con la cifra tagliente dei suoi corpi nudi, ruba dall’illustrazione underground, dal fumetto, dall’Art Nuveau di un maestro come Cambellotti, dalla fisicità inquieta di simbolisti e preraffaelliti, arrivando fino a Dürer, di cui è esposto uno splendido San Giovanni che divora il libro dell’Apocalisse.

Patrizio Di Sciullo, Grande Riccio, 2006, acquaforte e bulino su rame
Patrizio Di Sciullo, Grande Riccio, 2006, acquaforte e bulino su rame

DI SCIULLO, DE RERUM NATURA

Trasudano magia le incisioni (bulino, acquaforte, puntasecca) di Patrizio Di Sciullo (Fallo, Chieti, 1965), fatte di concrezioni, maglie, trame, strutture plastiche. La natura resta il centro. Arbusti, tavole anatomiche, stelle marine, forme matematiche, pesci, granchi, pieghe di mani: in questa scrittura minuziosa si rivela una preziosità spinta al limite, nella meccanica perfetta di un insetto, nel guscio cesellato di una conchiglia, nelle infinite variazioni arboree di un atlante botanico e sentimentale. Natura contemplata, analizzata, immaginata. Che dal micro di uno scheletro di riccio, al macro del Colosseo visto dall’alto di Piranesi, si nutre di corrispondenze segrete. Fiaba, scienza, architettura. E ogni cosa trasmuta, si lega, si slega, si riproduce, affonda e riaffiora. Storie di sogni, come di segni.

 – Helga Marsala

Evento correlato
Nome eventoPerentoria figura
Vernissage04/04/2017
Duratadal 04/04/2017 al 26/08/2017
AutoriFrancesco Parisi , Andrea Lelario, Patrizio Di Sciullo
CuratoriRita Bernini, Gabriella Bocconi
Genericollettiva, disegno e grafica
Spazio espositivoISTITUTO CENTRALE PER LA GRAFICA
IndirizzoVia Della Stamperia 6 - Roma - Lazio
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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.