Da Yokohama a Shenzen a Kuala Lumpur: sempre più Biennali in Asia. E c’è anche un po’ di Italia

Apre la seconda parte di stagione la Triennale giapponese, dal 4 agosto al 5 novembre 2017. Fra le presenze, anche Paola Pivi e Maurizio Cattelan, e il cinese Ai Weiwei. A Shenzhen si parlerà di architettura e identità, mentre la Malesia attende la sua prima Biennale.

Zhao Zhao, image of Project Taklamakan, Yokohama Triennale 2016
Zhao Zhao, image of Project Taklamakan, Yokohama Triennale 2016

L’edizione 2017 della Triennale di Yokohama ha per titolo Islands, Constellations & Galapagos, poeticamente sospeso fra immagini naturali e immagini metaforiche; infatti, per scelta della curatrice Miki Akiko, quest’anno si intendono affrontare tematiche e concetti di stretta attualità, quali l’incontro e l’isolamento, la mancanza d’immaginazione e il rifiuto della diversità. Per questa ragione il titolo fa riferimento alle isole e alle costellazioni, mondi lontani e diametralmente opposti. Le opere degli artisti selezionati esploreranno l’attuale situazione di incertezza globale, in un mondo sconvolto da conflitti e controversie, con crisi economiche e umanitarie, ed eventi politici incisivi come la recente uscita della Gran Bretagna dalla UE. Ma anche la dimensione del mondo del web sarà al centro dell’attenzione, con gli individui sempre più ridotti alla condizione di tante piccole “isole”, ferme davanti a uno schermo.

Marco Scotini
Marco Scotini

A YOKOHAMA E YICHUAN ANCHE UN PEZZO D’ITALIA

La nutrita pattuglia internazionale (l’intero elenco dei presenti è consultabile sul sito della Triennale) annovera fra gli altri i giapponesi Aoyama Satoru, Kazama Sachiko, Seo Natsumi e Kinoshita Susumo. Dalla Cina, oltre ad Ai Weiwei arriveranno Zhao Zhao e Dong Yuan, mentre l’arte occidentale sarà rappresentata dagli italiani Paola Pivi e Maurizio Cattelan, il duo inglese Broomberg&Chanarin, il tedesco Christian Jankowski, il danese Olafur Eliasson, gli statunitensi Jenny Holzer e Rob Pruitt. La rassegna ha un forte carattere internazionale, e si sviluppa su quattro spazi espositivi: lo Yokohama Museum of Art, la Yokohama Red Brick Warehouse, Il sotterraneo della Yokohama Port Opening Memorial Hall, e la Free Shuttle Bus and Minato Mirai Station. La seconda edizione della Yichuan Biennale si svolgerà, invece, da giugno a settembre 2018, promossa dal Museum of Contemporary Art di Yichuan in uno spazio di 15.000 mq. A curarla, l’italiano Marco Scotini, selezionato, come spiega il direttore del museo Sichen Hsieh, “per la sua qualità specifica su determinati argomenti e per la sua esperienza curatoriale internazionale”.

Paola Pivi (foto Lady Tarin)
Paola Pivi (foto Lady Tarin)

IL PANORAMA DELLE PROSSIME RASSEGNE ASIATICHE 2017

La Biennale di Shenzhen 2017 Cities, Grow in Difference – curata dall’architetto Meng Yan e che aprirà i battenti il 15 dicembre prossimo -, pone l’accento sulla controversa espansione economica che interessa la Cina del III Millennio, con conseguenze anche sull’aspetto delle città e la qualità della vita. Sulla scia della globalizzazione, i nuovi volti delle città cinesi tendono a seguire un’estetica standard che le ha rese ibride, fintamente patinate, mentre sono caduti sotto i colpi della speculazione gli antichi quartieri storici scrigni delle identità regionali. Il titolo della Biennale è un’esortazione alla crescita, mantenendo però le differenze identitarie. Kuala Lumpur, capitale della Malesia, si prepara, invece, a ospitare la prima edizione della sua Biennale, dal 1 novembre 2017 al 31 marzo 2018. E che coinvolgerà diversi siti cittadini, fra cui il Kuala Lumpur City Centre (KLCC), Publika, il National Planetarium e il National Blood Centre. Una pluralità di luoghi per una prima edizione dal carattere fortemente sociale, intitolata Beloved. Cinque le sezioni, ognuna dedicata all’amore per, rispettivamente, la natura, il patrimonio delle tradizioni, gli animali, gli antenati e l’essere umano. parteciperanno circa cento artisti malesi, ma anche da Giappone, Cina, India, Corea del Sud.

 

– Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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