Qui Basel. La guida alle 16 mostre da vedere durante la Art Basel Week

Ieri vi abbiamo offerto la guida alle fiere da vedere durante la Art Basel Week. Da inframmezzare però con qualche mostra, altrimenti si rischia l’overload visivo da stand. Ecco allora la seconda guida dalla Svizzera, con 16 mostre in 11 sedi museali.

1. KUNSTMUSEUM

«¡Hola Prado!» exhibition view, Kunstmuseum Basel, 2017

Uno scambio di favori, ecco cos’è la mostra Hola Prado! L’anno scorso, infatti, il nuovo edificio del museo era in costruzione, cosi parte della collezione basileese era finita a Madrid; ora che le sale sono pronte, sono i capolavori del museo spagnolo a fare un tour svizzero, con nomi che vanno da Tiziano Rembrandt. Se non bastasse, c’è pure una mostra su Cézanne, focalizzata sui suoi disegni e sulla linea rossa che li collega agli acquerelli e ai dipinti più noti. Per addetti ai lavori.

https://kunstmuseumbasel.ch/

 

2. KUNSTMUSEUM – GEGENWART

Still from “Hands Tied”; 1968, 16 mm film, Kunstmuseum Basel, 2017

La sede “di mezzo” del Kunstmuseum, cronologicamente parlando, propone Richard Serra. Non vi aspettate tuttavia il solito Serra: qui non ci sono monumentali opere in acciaio, bensì in una antologica pressoché completa dei suoi Film and Videotapes. Prendetevi il tempo necessario perché non capita tutti i giorni. Mostra da vedere.

 

https://kunstmuseumbasel.ch/

 

3. KUNSTHALLE

Yan Xing, Kunsthalle Basel, 2017

La troviamo sempre un po’ ostica, la programmazione della Kunsthalle. Ma se vi trovate a Basel con una buona dose di curiosità per nuove tendenze e concettualismi da studiare, allora questo è il luogo giusto. Si parte con la collettiva Ungestalt curata da Elena Filipovic, che raccoglie una serie di artisti accomunati dall'”idea di una forma che combatte con la propria forma” (sic), e un solo show (medesima curatrice) di Yan Xing.

 

http://www.kunsthallebasel.ch/

 

4. MUSEUM TINGUELY

Wim Delvoye Museum Tinguely

 

Dai primissimi disegni alle opere più recenti, passando per i lavori più noti come le varie versioni della Cloaca e una grande installazione nel parco antistante il museo. Retrospettiva importante – ma non esattamente entusiasmante – per Wim Delvoye al Museo Tinguely.

 

https://www.tinguely.ch/

 

5. INSTITUT KUNST DER TANK

Ingela Ihrman, The Inner Ocean, 2017. © Ingela Ihrman, 2017. Courtesy of Institut Kunst der Tank

 

Nell’hub creativo di Gundeldingen, da segnalare lo spazio espositivo dell’Istituto d’Arte, posto sotto la curatela di Chus Martinez. Di scena per il mese di giugno c’è la svedese Ingela Ihrman.

http://institut-kunst.ch/der-tank/

 

6. HEK – HOUSE OF ELECTRONIC ARTS

HeK (House of Electronic Arts Basel)

Sempre all’interno dell’hub, passaggio consigliato all’HeK per unREAL: 24 artisti per una collaborazione con il Chronus Art Center di Shanghai. Solitamente ci si diverte, e non è poco. Ma se cercate la mostra eccezionale, ecco, non è questo il caso.

http://www.hek.ch/

 

7. KUNSTHAUS BASELLAND

Piero Golia Kunsthaus Baselland

Restiamo in zona sud per il museo “provinciale” di Basilea. Anche qui, come al Kunstmuseum, c’è una collaborazione che parla spagnolo: la personale di Itziar Okariz è infatti realizzata in collaborazione con il CA2M di Madrid, ed è la cosa migliore che propone il museo. C’è poi il solo show di Markus Amm (qui si parla di pittura) e l’installazione dell’italo-losangelino Piero Golia, con un robot che dipinge in autonomia.

http://kunsthausbaselland.ch/

 

8. SCHAULAGER

David Claerbout, Olympia, Schaulanger 2017

Siamo all’estremo sud, per una tappa che è fondamentale in ogni Basel Art Week. Allo Schaulager quest’anno hanno invitato David Claerbout, il quale ha incentrato la sua mostra sull’ottantenne Olympia Stadion, raccontandone il declino attraverso una ricostruzione tridimensionale che considera tutta una serie di big data.

https://www.schaulager.org/

9. MUSEUM DER KULTUREN

Mostre Migration, Museum der Kulturen, 2017

 

Chiudiamo il tour di Basilea con una deviazione dal mondo dell’arte: al Museo delle Culture (la cui recente estensione è firmata, guarda un po’, da Herzog & de Meuron) c’è una mostra che racconta storia e attualità delle migrazioni umane. Dovrebbe essere obbligatorio visitarla per il tema, anche se la mostra in sé si traduce in un bell’allestimento senza troppa sostanza. E soprattutto: un museo delle culture con tutte, ma proprio tutte, le didascalie solo e soltanto in tedesco?

http://www.mkb.ch/

10. VITRA DESIGN MUSEUM

Vitra Design Museum

Piccola gita in Germania, immancabile, per andare al Campus Vitra di Weil am Rhein. Se non ci siete mai stati, s’impone la visita degli edifici, firmati dalle più acclamate archistar globali. Al museo, da segnalare la mostra Mudun, che racconta gli effetti dell’incalzante urbanizzazione delle città arabe (questione che meriterebbe una intera Biennale di Architettura e non una stanzetta). Altro tema attualissimo è quello affrontato in Together!, ovvero come sta rispondendo l’architettura alle rinnovate esigenze di fruizione dello spazio pubblico.

http://www.design-museum.de/

 

11. FONDATION BEYELER

Wolfgang Tillmans – Fondation Beyeler

Torniamo in Svizzera e chiudiamo il tour con uno dei musei più belli al mondo, che fra l’altro inizierà a breve i lavori per un ulteriore edificio a firma Peter Zumthor, che andrà ad affiancarsi all’iconico building di Renzo Piano. In questi mesi si può vedere – oltre alla mirabile collezione, ancora una volta riallestita – una retrospettiva di Wolfgang Tillmans che resterà indubbiamente negli annali. Fotografia, o meglio installazioni fotografiche, e al piano inferiore anche un trittico di video, per una mostra che conta circa 200 lavori realizzati fra il 1989 e il 2017.

https://www.fondationbeyeler.ch/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.