Monitor apre a Lisbona e raddoppia la sede di Roma. E non è l’unica galleria

Siamo in pieno Lisboom. La crescita impetusa della capitale lusitana si palesa anche nel settore delle gallerie: in una settimana apriranno quattro spazi privati importanti e tra questi ci sarà una galleria italiana di prim’ordine: Monitor. Tutta la storia.

Lo spazio di Monitor a Lisbona

Dunque. Che Lisbona è la città del momento lo abbiamo già detto e ripetuto. Che a Lisbona ha aperto un museo importante e simbolico, il MAAT, pure lo abbiamo già scritto e riscritto negli ultimi 9 mesi come invasati. Abbiamo sottolineato l’apertura di una galleria di ragazzi italiani e ci siamo soffermati sia sulla Triennale di Architettura della città sia sulla nuovissima edizione della fiera d’arte contemporanea Arco che dopo decenni a Madrid raddoppia nella capitale lusitana. Abbiamo anche scritto che magari Lisbona sta  un po’ esagerando, che ci crede un po’ troppo e che nel suo ruolo di nuova frontiera cool d’Europa si sta prendendo un filo troppo sul serio. Se apri Artribune e cerchi “Lisbona”, insomma, trovi nell’ultima annata una quantità di contenuti non indifferente. Anche perché il grande approfondimento che facemmo sulla città nel 2014 nel frattempo era rapidamente invecchiato.

IL LISBOOM

La cosa che non avevamo ancora detto, però, è che Lisbona si appresta ad ospitare un opening storm di nuovissime gallerie. Un po’ come è successo a Milano negli ultimi anni a cavallo di Expo o come successe a Roma negli anni 2003/2005: un luogo che fino a quel punto non era stato granché considerato che invece diventa per qualche strano motivo meta prediletta e ambita. Sta capitando a Lisbona e di questa tendenza è protagonista una galleria proprio di Roma: Monitor.
Avevo visitato Lisbona nel 2008. Ci sono tornata lo scorso anno per l’inaugurazione di un mega museo privato nei vigneti vicino Evora ad opera dei collezionisti olandesi De Bruin che aprivano con Pat O’ Neill, tra l’altro un mio artista. Erano passati meno di 10 anni ma ho trovato una città trasformata, scintillante, ho visitato musei, gallerie e quando ero sull’aereo per tornare a Roma già sfogliavo i siti per cercare uno spazio“. A parlare è Paola Capata che insieme a Delfo Durante conduce da 14 anni la galleria Monitor a Roma. Dopo l’esperienza di qualche tempo fa con il raddoppio a New York, Capata ha optato per la più in crescita tra le città europee. E il trend rischia di essere solo agli inizi. Anche perché, e su questo l’imprenditrice non si nasconde dietro ad un dito: “oltre ad esserci un buon collezionismo privatoaprire una società a Lisbona è conveniente visto che si paga il 21% di tasse sul profitto” in un paese che, merita sottolinearlo, pur avendo avuto in passato problematiche simili all’Italia, in anni recenti ha deciso di stroncare l’evasione fiscale e lo ha fatto radicalmente potendo dunque permettersi poi di abbassare le tasse per tutti.

LA LOCATION

La galleria nasce in un’area centrale. C’era stata una mezza idea di posizionarsi nella zona nell’Alvalade, distretto del nord, vicino all’aeroporto, ma poi si è optato per stare nel cuore della città. “La galleria si trova sull’arteria che porta fuori Lisbona, tutti la conoscono. E poi siamo vicini ad altre gallerie importanti come Pedro Cera, Cristina Guerra e 3+1. Era una vecchia cartoleria abbandonata da trent’anni e mi ricorda molto il nostro primissimo spazio alle Mura Aurelie che era piccolo e alto“. Si apre con una mostra di Graham Hudson il 19 maggio poi si chiude il 17 giugno per fare i lavori ed infine apertura definitiva a settembre.

TUTTE LE NUOVE APERTURE DI LISBONA

Apertura che non sarà l’unica come dicevamo sopra: l’opening storm è in arrivo. Già perché a Lisbona si appresta nei giorni della fiera Arco (18-21 maggio) a salutare anche l’apertura dello spazio project indipendente The Room (Rua do Açucar, 76. Dal 15 maggio), l’arrivo della solida galleria madrilena MaisterraValbuena (Rua Reinaldo Ferreira, 40. Dal 16 maggio) e l’attesissimo nuovo enorme spazio (700mq) della Galeria Francisco Fino prevista per il 15 maggio in Rua Capitão Leitão 76. E poi ci sarà Monitor anche se “non è da considerarsi un disimpegno da Roma sebbene Lisbona ti faccia venire una gran voglia di trasferiti. Piuttosto è un ulteriore mossa per trasmettere novità, sperimentazione, formule diverse e stimolanti che siano di pungolo per me, per i miei collaboratori, i miei collezionisti e i miei artisti“.

NUOVO MODO DI FARE GALLERIA

Una linea operativa coerente che si declina anche in iniziative come la (non) fiera Granpalazzo, che inaugurerà nel borgo di Ariccia nella settimana successiva a quella dell’apertura lisboeta; e come la affascinante mostra dedicata a Thomas Braida, uno degli artisti della galleria, che Monitor ha allestito in un palazzo veneziano (e in relazione ad un palazzo veneziano) durante i giorni di vernissage della Biennale. Un modo attuale e contemporaneo del fare galleristico, percorso da un esprit imprenditoriale fresco, incapace di adagiarsi, in grado di giocare partite magari di nicchia, ma sui campi più svariati. “Non mi interessa diventate una mega galleria. Ma ancor meno una galleria tradizionale” conclude Capata.
Massimiliano Tonelli
Monitor Lisboa
Rua Dom João V, 17a
Graham Hudson dal 19 maggio al 17 giugno
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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.

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