Fiction e altri nemici. Will Benedict a Roma

Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea, Roma – fino all’8 aprile 2017. Televisione e arte, fiction e vita. Nuovi meccanismi percettivi che ibridano il concetto di cognizione. Nessun confine, nessun luogo, nessun territorio. Una fantastica confusione tra reale e immaginario per denunciare e far riflettere.

Will Benedict, I AM A PROBLEM (Enemy Ladder), 2017, still da video. Photo Giorgio Benni. Courtesy Galerie Balice Hertling, Parigi & Giò Marconi, Milano
Will Benedict, I AM A PROBLEM (Enemy Ladder), 2017, still da video. Photo Giorgio Benni. Courtesy Galerie Balice Hertling, Parigi & Giò Marconi, Milano

Una serie di video e lavori bidimensionali caratterizzano l’ultima mostra romana di Will Benedict (Los Angeles, 1978; vive a Parigi), che ha appena chiuso un altro solo show a Milano. Il linguaggio cinematografico, le teorie del marketing, i social media sospendono la distinzione tra cornice e immagine e fotografano – in maniera cruda – i meccanismi attuali della fruizione. Primeggia il concetto di finzione che pervade tutte le opere, tanto nei video girati in varie località (Francia, Norvegia, India, Stati Uniti) o sul fronte delle tematiche legate alla distribuzione del cibo o alle analisi di mercato. Sicuramente la novità più sconvolgente è contenuta nel video musicale prodotto dallo stesso Benedict per la band post industrial/noise Wolf Eyes. Un alieno parla (con scioltezza), in una finta intervista con Charlie Rose, delle problematiche relative all’ondata di migrazione in Europa. Temi ripresi anche dai dipinti e dai poster. La metafora visiva è molto vicina alla concezione estetica televisiva, soprattutto per gli stimoli che la televisione stessa induce nello spettatore.

Michele Luca Nero

Evento correlato
Nome eventoWill Benedict - Fiction is a terrible enemy
Vernissage10/02/2017 ore 18
Duratadal 10/02/2017 al 08/04/2017
AutoreWill Benedict
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoFONDAZIONE GIULIANI PER L'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Gustavo Bianchi 1 - Roma - Lazio
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.