I programmi della Fondazione Merz per il 2017. Palermo, New York, un po’ di Cuba

Collaborazioni con il Metropolitan Museum di New York e con l’Hammer Museum di Los Angeles. E il già annunciato sbarco in Sicilia in vista di Manifesta 2018

Wael Shawky – Al Araba al Madfuna – exhibition view at Fondazione Merz, Torino 2016 – photo Andrea Guermani
Wael Shawky – Al Araba al Madfuna – exhibition view at Fondazione Merz, Torino 2016 – photo Andrea Guermani

Mentre la città di Palermo stava per essere eletta Capitale Italiana della Cultura 2018, Andrea Cusumano, Assessore alla Cultura del capoluogo siciliano, annunciava in videoconferenza il futuro gemellaggio con la Fondazione Merz. Accadeva a Milano, all’Associazione Stampa Estera, dove l’istituzione torinese presentava i propri ambiziosi programmi per il 2017: molti dei quali, in verità, già anticipati da Artribune con un ampio articolo nel dicembre scorso. Un anno all’insegna della multi-territorialità dell’arte: dodici mesi di nuova crescita, dopo la ristrutturazione della sede di via Limone, e l’apertura, durante Artissima 2016, della preziosa Al Araba Al Madfuna, la grande mostra (ormai in scadenza al 5 febbraio) di Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971) vincitore della prima edizione del Mario Merz Prize. Ora la presidente Beatrice Merz e Willy Merz, curatore del programma musicale, hanno annunciato, assieme alle curatrici Maria Centonze e Claudia Gioia, una nuova mostra di Shawky: un percorso dall’inaugurazione imminente, presso la Chiesa dei S.S. Euno e Giuliano e Palazzo Branciforte, proprio a Palermo (10 febbraio – 12 marzo 2017), a cura di Beatrice Merz e Laura Barreca. Questo dialogo Torino-Palermo è il primo appuntamento di un ciclo di mostre e eventi dal titolo Punte Brillanti di Lance, pensato in collaborazione con la Città di Palermo, Fondazione Sicilia e Museo Archeologico Regionale A. Salinas. Un programma di iniziative che avranno come tema il Mediterraneo nella prospettiva della prossima edizione di Manifesta 12 che nel 2018 sarà ospitata proprio a Palermo.

IL FRONTE AMERICANO

Per quanto riguarda il fronte americano, invece, la Fondazione Merz ha annunciato collaborazioni con il Metropolitan Museum of Art di New York (24 gennaio – 7 maggio 2017) e con l’Hammer Museum di Los Angeles (4 giugno – 4 settembre 2017), in occasione della retrospettiva Marisa Merz: the Sky is a Great Place. La prima grande mostra che musei americani dedicano all’artista, curata da Connie Butler (Chief Curator, Hammer Museum) e Ian Alteveer ( Associate Curator, Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, Metropolitan Museum of Art). L’esposizione presenta circa un centinaio di opere, tra sculture, pitture e installazioni, realizzate nel corso di cinque decenni che esprimono il carattere intimo e visionario della poetica di Marisa Merz. L’8 marzo, invece, l’attenzione tornerà su Torino, dove saranno presentati al pubblico, in una mostra collettiva, i cinque finalisti della seconda edizione della sezione arte del Mario Merz Prize: Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi 1978), Petrit Halilaj (Kostërrc, Skenderaj-Kosovo 1986), Gili Lavy (Gerusalemme 1987), Shahryar Nashat (Ginevra, 1975) e Suha Traboulsi (Freetown, Sierra Leone 1969). Al vincitore sarà commissionata una produzione per una mostra personale itinerante in sedi museali a Torino e in Svizzera. Nello stesso giorno Willy Merz condurrà, nella cornice settecentesca della villa La Tesoriera, il concerto dei 5 finalisti del Mario Merz Prize sezione musica : Gabriele Cosmi (Italia 1988), Elvira Garifzyanova (Russia 1976), Geoffrey Gordon (USA 1968), Pierre Mariétan (Switzerland 1935) e Catherine Milliken (Australia).

TEMATICHE LEGATE ALL’EMERGENZA

L’istituzione compirà poi “alcuni nuovi viaggi”, come li ha definiti Beatrice Merz.: il primo sarà un progetto inaugurato durante la Biennale Democrazia (29 marzo – 30 aprile 2017), dal titolo Corpi attraverso i confini. Memorie dell’Europa di oggi: una mostra che rifletterà sulle tematiche legate all’emergenza. Il 21 aprile la fondazione rivivrà, attraverso una mostra, il viaggio di Lina Fucà e Daniele Gaglianone dal titolo Non basta un milione di passi, un progetto di amicizia italo-cubana promosso e organizzato da Brigata Donè, attraverso uno scambio culturale dal quale emergerà il lavoro dei due artisti italiani che hanno risieduto a Cuba, per un mese, assieme ai loro due figli. Durante la Biennale di Venezia, invece, a partire dal 10 maggio, Beatrice Merz curerà una mostra di Marzia Migliora per Ca’ Rezzonico, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici. Ancora sul suolo torinese sono, infine, da ricordare altri due importanti appuntamenti: Henrik Hakansson con una mostra a cura di Maria Centonze (dal 6 giugno al 17 settembre), e Carlos Garaicoa che animerà la Fondazione attraverso progetti improntati su una lettura urbanistica dei luoghi, durante la prossima edizione di Artissima.

Ginevra Bria

fondazionemerz.org

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.