Dal Padiglione USA ai detenuti. Doppio progetto di Mark Bradford alla Biennale di Venezia

Processo Collettivo è un programma che avrà sei anni di vita in collaborazione con una cooperativa veneziana. Bradford sarà nel 2017 protagonista del Padiglione nazionale Statunitense alla 57. Biennale di Venezia

Mark Bradford
Mark Bradford

Come già annunciato lo scorso aprile, sarà Mark Bradford a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 2017. Il Rose Art Museum della Brandels University, in collaborazione con il dipartimento di Stato degli Affari legati a cultura e formazione negli Stati Uniti, hanno reso noto che sarà l’artista di Los Angeles, classe 1961, a creare un’installazione site-specific per uno dei padiglioni nazionali più ambiti al mondo. Ora, mentre trapelano i primi dettagli del progetto, l’artista gli affianca anche una collaborazione off, che muoverà i primi passi a Venezia proprio durante l’opening della Biennale e durerà sei anni. Un progetto sostenibile e a scopo filantropico, pensato con la cooperativa no profit Rio Terà dei Pensieri, nata per reintegrare nella società uomini e donne che hanno scontato un periodo di detenzione, creando per loro opportunità occupazionali. Per Processo Collettivo – questo il nome dell’iniziativa – Bradford aiuterà a sviluppare un negozio su strada che venderà i prodotti artigianali realizzati dai detenuti.

LA MOSTRA AL PADIGLIONE

Il progetto coinciderà quindi con la sua mostra per il Padiglione Nazionale degli Stati Uniti alla 57. Biennale di Venezia, intitolata Domani è un altro giorno, curata da Christopher Bedford, Katy Siegel, Eugene V. e Clare E. Thaw. Bradford, “cresciuto” al California Institute of Arts, è emerso negli ultimi anni come una figura predominante nell’arte contemporanea americana per la sua pittura astratta, le sue performance, i suoi collages Orbits e i notevoli risultati nelle aste. Insieme a Eileen Harris Norton e all’attivista Allan Dicastro l’artista ha fondato a Leimert Park il progetto Art + Practice, che ha lo scopo di promuovere l’uso dell’arte con i giovani dai 16 ai 24 anni che vivono fasi di transizione, sottolineando l’importanza dell’attività creativa per la trasformazione personale e il cambiamento sociale.

– Santa Nastro

www.labiennale.org

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.