Anche Honolulu ha la sua Biennale. Prima edizione a marzo 2017 curata da Fumio Nanjo

30 partecipanti provenienti da Asia, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Oceano Pacifico. Tra i nomi spicca quello della star giapponese Yayoi Kusama, per una biennale curata dal direttore del Mori Art Museum Fumio Nanjo

Spiagge a Honolulu
Spiagge a Honolulu

Una Biennale alle Hawaii. È proprio la verità, il format biennale è ritornato in auge e ogni territorio, anche il più remoto, si sta dotando di una propria manifestazione ricorrente che metta in luce la creatività locale, offrendole un palcoscenico internazionale, e allo stesso tempo porti “a casa” i più importanti nomi della scena globale. Avviene che anche uno dei posti più desiderabili del mondo, Honolulu, la capitale dello Stato delle Hawaii, le bellissime isole nell’Oceano Pacifico Settentrionale, tra Stati Uniti (di cui fanno parte) e Sol Levante, lanci la sua mostra che si svolgerà per la prima volta dall’8 marzo all’8 maggio 2017, con il titolo Middle of Now. Here. A dirigerla Fumio Nanjo, direttore del Mori Art Museum di Tokyo, con il supporto curatoriale di Ngahiraka Mason, che per vent’anni si è occupata del dipartimento di arte indigena e Maori alla Galleria d’Arte di Auckland Toi o Tāmaki.

UN CROCEVIA DI CULTURE

Lo stesso pool curatoriale della Honolulu Biennale documenta la posizione di frontiera delle Isole così come sono a metà tra il Giappone e l’Australia e gli States, e anche il melting pot di influenze culturali che questo essere “al centro” ha sull’identità di un luogo fino ad oggi spesso considerato unicamente come meta di vacanza e invece crossover di linguaggi, storie e persone. Ecco perché la lista degli artisti scelti ha voluto dare voce a questa diversità invitando nomi noti e non dalle isole del Pacifico, l’Asia, il Nord America, l’Australia e la Nuova Zelanda. Sono 30 e a rappresentare il continente asiatico vanno dalla famosissima Yayoi Kusama a Choi Jeong Hwa dalla Corea, Zhang Wang, Cina, Lee Mingwei, Taiwan, Eko Nugroho, Indonesia. Molto interessante è lo zoccolo duro che viene dal Nuovissimo mondo con l’australiano Vernon Ah Kee, il tahitiano Alexander Lee, Greg Semu, di Nuova Zelanda/Samoa, John Vea, Nuova Zelanda/Tonga. Non mancano naturalmente americani come Sama Alshaibi e Mariquita Micki Davis, né una nutrita presenza di artisti autoctoni di Hawaii, da Andrew Binckley a Sean Connelly, per citare solo un paio di nomi dalla lunga schiera di presenti.

Santa Nastro

http://www.honolulubiennial.org

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AutoriYayoi Kusama, Choi Jeong-Hwa, Eko Nugroho, Sama Alshaibi
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.