Francis Alÿs commissario, Paolo Colombo curatore. Ecco come sarà il padiglione Iraq alla Biennale di Venezia

Il progetto disegnato dalla Ruya Foundation insieme a Francis Alÿs invita otto artisti, contemporanei e moderni, mettendoli in relazione con manufatti antichi. A curare il progetto l’ex Maxxi Paolo Colombo, oggi a Istanbul

Francis Alÿs
Francis Alÿs

C’è anche un po’ di Italia nel Padiglione iracheno alla Biennale di Venezia 2017. A rivelarne i dettagli il promotore, ovvero la Ruya Foundation, l’ente non-profit non governativo fondato nel 2012 con l’obiettivo di arricchire al cultura in Iraq e costruire un ponte con il resto del mondo, voluto da Tamara Chalabi, Reeem Shather-Kubba, Shwan Ibrahim Taha. Un lavoro controcorrente, quello dei promotori del progetto, i quali, in un momento in cui tutti gli sforzi sono concentrati su altre priorità, hanno deciso invece di dare attenzione ad un tema fragile come quello del sostegno agli artisti, soprattutto i giovani, senza limiti di genere, passando dal teatro alla musica, dal cinema alle arti visive. La storia della Ruya Foundation nell’arte contemporanea non è recente ed è disseminata di collaborazioni illustri, ad esempio con lo SMAK di Gent.

COLOMBO, ALŸS E GLI ALTRI
Controcorrente anche il padiglione, che sotto il titolo Arcaico metterà insieme le opere di otto artisti moderni e contemporanei iracheni, in dialogo con artefatti di più antica memoria. Commissario del progetto Francis Alÿs, in questo nuovo modello che vede sempre più gli artisti farsi curatori di progetti espositivi. Insieme a lui i curatori Tamara Chalabi e Paolo Colombo, ex curatore al Maxxi oggi art advisor al Museo di Arte Moderna di Istanbul. Alÿs, che ha tenuto una serie di workshop che hanno coinvolto anche Ai Weiwei negli accampamenti dei rifugiati in Iraq nel corso del 2016, sempre per iniziativa della Ruya, ha avuto modo di approfondire la scena creativa e la cultura locale in queste molteplici occasioni, soprattutto quando, lo scorso ottobre, è stato inserito in una spedizione curda sul fronte di Mosul. Gli artisti contemporanei che verranno presentati sono Luay Fadhil, Sherko Abbas, Sakar Sleman, Ali Arkady, Sadik Kwaish Alfraji e Nadine Hattom, mentre tra i ”moderni” ci saranno Jawad Salim e Shaker Hassan Al Said. Già nel 2015 la Ruya Foundation ha svolto il ruolo di commissario per il Padiglione Nazionale Iracheno alla 56. Biennale di Venezia. Co-producer di film che partono sempre dal paese e che sono stati realizzati da giovani registi locali, quali Furat Al Jamil con il suo famoso Baghdad Night, la Ruya ha anche lanciato un progetto di teatro-terapia promosso insieme al Prince Claus Fund.

Santa Nastro

www.ruyafoundation.org

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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