Disordinare la banalità. Daniel Spoerri a Cracovia

MOCAK, Cracovia – fino al 2 aprile 2017. L’imperativo resta dis-ordinare il banale. Daniel Spoerri continua a rimanere fedele a stesso anche nelle sue composizioni più recenti. La retrospettiva cracoviana dimostra come il Re Mida svizzero di origine romena sia ancora capace di trasformare tutto il kitsch che tocca in camp.

Daniel Spoerri, Hutfedern, 2005 - courtesy Daniel Spoerri, LEVY Galerie, Hamburg
Daniel Spoerri, Hutfedern, 2005 - courtesy Daniel Spoerri, LEVY Galerie, Hamburg

Nella retorica populista sul colesterolo, esiste quello buono e quello cattivo. Lo stesso può essere detto della produzione di Daniel Spoerri (Galati, 1930). In mostra al MOCAK anche la produzione “cattiva” dell’artista svizzero, fatta su misura per compiacere i piccoli collezionisti. Rientrano in questa categoria alcuni faux tableau piège, composizioni meramente decorative decise “a tavolino” di piccolo formato, in bella mostra al Museo di arte contemporanea di Cracovia.
D’altro canto, la retrospettiva polacca offre l’opportunità di fare il punto sulla produzione più recente di Spoerri, forte anche del suo feeling con la direttrice dello spazio cracoviano Maria Anna Potocka, la quale ha acquisito un’opera di Spoerri per la collezione del museo. Comprare per stabilire un canale preferenziale e organizzare mostre personali di artisti di fama internazionale. Una strategia adottata anche con Julian Opie e Charlotte Beaudry, i cui lavori sembrano ben dialogare con la pittura banalista degli artisti locali dell’ex collettivo Grupa Ladnie (Rafal Bujnowski, Marcin Maciejowski e Wilhelm Sasnal), entrati anch’essi nella collezione del MOCAK.

Daniel Spoerri, Yadim, 2010 - courtesy D. Spoerri, LEVY Galerie, Hamburg
Daniel Spoerri, Yadim, 2010 – courtesy D. Spoerri, LEVY Galerie, Hamburg

L’ESTETICA DEL RETAGGIO
Mancano testimonianze storiche della collaborazione di Spoerri con Fluxus, ma almeno ci sono i resti dei suoi celeberrimi tableau piège, banchetti congelati in verticale a fine pasto che invitano a una comunione tra artista e pubblico. I ben più recenti giochi linguistici su tessuto della serie A Faded Oracle (2014) ricompongono in frasi nuove i messaggi moraleggianti ricamati sulle tappezzerie che, il secolo scorso, decoravano le cucine piccolo-borghesi in Germania e Austria. Spoerri gioca così con il retaggio dell’estetica Biedermeier, allora diffusa anche in Polonia nella regione germanofona della Silesia.

Daniel Spoerri, Faux tableau piège. Porträt J.A., 2007 - courtesy D. Spoerri, LEVY Galerie, Hamburg
Daniel Spoerri, Faux tableau piège. Porträt J.A., 2007 – courtesy D. Spoerri, LEVY Galerie, Hamburg

NUOVA VITA AL DIS-ORDINATO
La retrospettiva cracoviana dimostra come il Re Mida svizzero di origine romena sia ancora capace di trasformare tutto il kitsch che tocca in camp. In Background Landscape (1998) Spoerri ha “abbellito” le opere del semi-sconosciuto Erich Bamler (1884-1959) con scarpe vecchie e bibelot vari per dare un senso alle prospettive incongrue di un modesto paesaggista tedesco. Come accade alla chincaglieria che si ritrova a profusione nella splendida serie What Remains! (2015), frutto del suo girovagare al mercato delle pulci di Vienna.
Spoerri ha acquistato l’intero assortimento di alcuni venditori, con tanto di coperte, prima di incollare la merce ed esporla sulle pareti a mo’ di tableau piège. La merce di seconda mano, estrapolata dal suo contesto ordinario, diventa un grande generatore di narrazioni a buon mercato proprio come i resti dei pasti spoerriani. È in questo che risiede la grande bellezza dell’opera di Spoerri, capace di donare vita nuova a oggetti banali “dis-ordinati” con una sana dose di pragmatismo protestante.

Giuseppe Sedia

Cracovia // fino al 2 aprile 2017
Daniel Spoerri – Art Taken Out of the Ordinary
MOCAK

Lipowa 4
+48 (0)12 2634000   ‎
https://en.mocak.pl

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Giuseppe Sedia
Giornalista e reporter freelance nato il 6 luglio 1982 a Montreuil (Francia). Scrive di attualità, politica, cultura e spettacoli. È redattore del ‘Krakow Post’. I suoi articoli dedicati a cinema, videogiochi e arti visive sono apparsi su numerose riviste e web magazine italiani e stranieri (‘Warsaw Business Journal’, ‘Il Manifesto-Alias’, ‘Cafe Babel’, ‘Cineforum’, ‘Exibart’, ‘Film International’, ‘Asia Express’, ‘Sentieri Servaggi’). Attualmente vive in Polonia.