Marina Abramovic per i Mondiali del Brasile: una performance targata Adidas

È un remake di un’azione proposta moltissimi anni fa. Gli anni delle grandi sperimentazioni col corpo e col sociale. Oggi, la Abramovic, attinge dal suo eccellente repertorio per festeggiare il calcio e sostenere un brand commerciale. Licenze di un’artista che è già un classico

In principio fu “Work Relation”, nel 1978, insieme al fedelissimo Ulay. Oggi, a distanza di quasi quarant’anni, Marina Abramovic è sola a riproporre quella performance: come unico partner c’è un brand tra i più iconici in ambito sportivo. Adidas. Ne è venuto fuori un prodotto dalla natura ibrida, un po’  corto cinematografico, un po’ spot, un po’ video d’artista, girato in un bianco e nero evocativo. L’occasione sono i Mondiali di calcio del Brasile, celebrati, nelle ultime ore di pathos, anche da questo esperimento d’autore. Sport e arte contemporanea? Perché no. Un binomio che funziona e che spesso trova posto tra le pieghe dei grandi eventi agonistici, veicolando immagine, stile, contenuti.
Tutto ruota intorno a un’azione semplice, quanto metaforicamente densa: trasportare delle grosse pietre da un lato all’altro di una stanza vuota. L’approccio è di tipo sociale: come portare a termine, nella maniera meno faticosa, più duratura ed efficace, un compito apparentemente immotivato. E il valore e l’utilità sono tutti nelle strategie adottate: dei tre modelli proposti – muoversi da soli, in coppia o in squadra, servendosi solo delle mani o di qualche secchio – l’ultimo, basato sul concetto di catena umana, è quello che garantisce resistenza. Si arriva fino in fondo, si soffre meno, si termina prima. Il tutto con il conforto di un paio di comode sneakers Adidas: l’accessorio, nella neutralità delle asettiche mise, accomuna tutti i performer.

Marina Abramovic per Adidas – Work Relation – Fifa World Cup 2014

Chiaro il messaggio: insieme si vince. Solidarietà, cooperazione, coordinamento, disciplina: valori irrinunciabili, di cui lo sport incarna tutto il senso e la ragione. Valori che ogni sistema produttivo può assumere ed esercitare, facendone il perno del proprio ethos e il cuore del proprio metodo migliore.
E mentre i puristi e gli intransigenti storcono il naso di fronte a questa nuova deviazione pop di Sua Maestà Marina, ancora traumatizzati dalla recente collaborazione con l’istrionica Lady Gaga, lei tesse gli elogi della corrispondenza manifesta tra sport e arte, recitando nel video con voce solenne: “The chain is the most efficient message. The chain has the most endurance. The chain stays forever”. Per sempre in pista, per sempre vincente, Marina. Anche nella ripetizione, nell’autocitazione, nella pratica scaltra, nostalgica e commerciale di un impeccabile remake.

Helga Marsala

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.