La guerra in Iran danneggia il Palazzo del Golestan di Teheran: onde d’urto dalle esplosioni

Un raid congiunto di Stati Uniti e Israele su Piazza Arag, nel sud di Teheran, ha provocato danni al complesso. Onde d’urto delle esplosioni hanno infatti infranto finestre storiche, danneggiato porte antiche e compromesso alcuni degli specchi della celebre Sala degli Specchi

È Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO il Palazzo del Golestan a Teheran, in Iran, e la sua storia è legata alla dinastia che per secoli ha guidato il paese, tra arte e politica. Ma oggi le sue sale affrescate e i giardini fioriti portano i segni degli attacchi missilistici che stanno scuotendo il Medio Oriente a causa dell’escalation delle tensioni che vedono Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Questo è il Palazzo Golestan. Un luogo immenso con una storia e un archivio storico preziosissimo. Un capolavoro ottocentesco, patrimonio UNESCO famoso per la sua architettura tradizionale persiana e influenza occidentali, al suo interno stanze sfarzose con specchi, piastrelle e giardini. E il trono di marmo iconico per non parlare della sala degli specchi. Vederlo così mi rattrista”, scrive sul suo profilo Facebook Pegah Moshir Pour, consulente e attivista per i diritti umani.

Storia del Palazzo del Golestan a Teheran

Il Golestan – “giardino di rose” – nasce nell’area dell’antica cittadella reale, centro del potere persiano per secoli. Costruito nel XVI Secolo e ampliato tra il XVIII e il XIX, divenne residenza ufficiale della dinastia Qajar. Otto padiglioni e sale principali, disposti intorno a giardini curati e ampie vasche, raccontano l’arte persiana in tutta la sua ricchezza: nicchie ornate da figure di uccelli, piastrelle policrome che scintillano alla luce, affreschi con motivi floreali e geometrici, specchi tagliati a mosaico che moltiplicano lo spazio e la luce.

Il Palazzo del Golestan e il simbolo del potere persiano

Fu sotto Naser al-Din Shah Qajar, regnante tra il 1848 e il 1896, che il palazzo assunse la sua forma più celebre. I viaggi in Europa dello scià, tra cui la visita alla Galleria degli Specchi di Versailles nel 1889, ispirarono l’apertura di nuove gallerie e la creazione della famosa Sala degli Specchi (Talar-e Aineh), dove minuscoli frammenti di vetro importati dall’Europa riflettono la luce e l’immagine del sovrano, creando un effetto scenografico unico. Il Trono di Marmo, testimone di incoronazioni solenni, e gli sfarzosi padiglioni di rappresentanza consolidarono il ruolo del Golestan come simbolo di modernizzazione e autorappresentazione della monarchia Qajar. Dopo i Qajar, anche i Pahlavi usarono il palazzo per cerimonie ufficiali, pur spostando il centro del potere a nord di Teheran e demolendo parzialmente alcune strutture. L’ultimo scià, Mohammad Reza Pahlavi, fu incoronato nel 1967 proprio nella Sala degli Specchi, suggellando la continuità simbolica del complesso. Chiuso dopo la Rivoluzione islamica del 1979, il palazzo riaprì al pubblico nel 1998, fino al riconoscimento internazionale dell’UNESCO nel 2013.

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran in Medio Oriente

E questo simbolo di arte e storia oggi porta le cicatrici di un conflitto contemporaneo. Domenica primo marzo, infatti, un raid congiunto di Stati Uniti e Israele su piazza Arag, nel sud di Teheran, ha provocato danni indiretti al complesso. Onde d’urto delle esplosioni hanno infranto finestre storiche, danneggiato porte antiche e compromesso alcuni degli specchi della Sala degli Specchi, creando crepe tra gli ornamenti dorati e sollevando nuvole di polvere tra i mosaici. Il Golestan è un edificio simbolo della storia iraniana, testimonianza di un periodo in cui il paese cercava di confrontarsi con il mondo esterno costruendo la propria identità. Così i danni subiti colpiscono la memoria di secoli di arte, diplomazia e aspirazioni culturali.

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Redazione

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