Progetto Visea. Ai Musei Capitolini gli affreschi raccontano se stessi tramite app

Nella Sala dei Capitani del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini, dove alla fine del Cinquecento l’artista Tommaso Laureti ha dipinto un ciclo di affreschi, è stata lanciata un’applicazione multimediale che permette al pubblico di scoprire come sono stati realizzati.

Visea alla Sala Capitani
Visea alla Sala Capitani

Come nasce e come si sviluppa un ciclo di affreschi? È questa la domanda alla quale, facendo un tuffo nel passato grazie alle più sofisticate tecnologie, i Musei Capitolini provano a dare una risposta con il lancio del progetto Visea, un’applicazione multimediale che permette ai visitatori di approfondire la conoscenza del ciclo pittorico murale realizzato dal pittore Tommaso Laureti nella Sala dei Capitani del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini.

GLI AFFRESCHI DI TOMMASO LAURETI AI MUSEI CAPITOLINI

La Sala dei Capitani su affrescata da Tommaso Laureti (Palermo, 1530 – Roma, 1602) tra il 1587 e il 1594, e rappresentano storie risalenti alla prima età repubblicana, raccontati da Tito Livio in Ab Urbe Condita. Sulle quattro pareti della sala sono così raffigurati gli episodi più noti ed emblematici di quel periodo storico, ovvero la Giustizia di Bruto, Orazio Coclite al ponte Sublicio, Muzio Scevola davanti a Porsenna e la Battaglia presso il lago Regillo, attraverso i quali vengono messi in evidenza virtù militari e civili del popolo romano.

VISEA, IL PROGETTO DEI MUSEI CAPITOLINI. COME FUNZIONA

Attraverso l’applicazione di Visea, è così possibile scoprire “la sequenza temporale di esecuzione degli affreschi, ripercorrere le giornate di lavoro successive, i gruppi pittorici realizzati nelle giornate di lavoro, cogliere i metodi tecnici usati dall’artista per passare da un disegno su carta all’intonaco, ma anche i suoi procedimenti nel dipingere e i suoi ripensamenti”. Una ricostruzione e una restituzione possibile grazie allo storytelling multimediale che, attraverso l’animazione dinamica di immagini e testo, permette ai visitatori di approfondire ogni aspetto dell’opera, a partire dalle tecniche di esecuzione fino alle informazioni più dettagliate sui personaggi rappresentati. Il totem in cui è installata l’applicazione ha inoltre una particolarità: non funziona in modalità touch-screen ma in modalità touch-less, ovvero senza contatto, soluzione questa sperimentata tenendo conto dell’emergenza da Covid-19. Il visitatore può quindi attivare il totem e accedere alle informazioni con il solo movimento del dito indice.

– Desirée Maida

www.museicapitolini.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.