Approvata la costruzione del tunnel sotto Stonehenge. In Inghilterra non tutti concordano

Il Segretario di Stato per i Trasporti Grant Shapps ha approvato il progetto del tanto discusso tunnel autostradale che sorgerà a 200 metri dal celeberrimo sito archeologico. Ma sono già partite proteste e petizioni…

Stonehenge, Wiltshire, England This is a photo of listed building number 1010140 ph Diego Delso fonte wikipedia
Stonehenge, Wiltshire, England This is a photo of listed building number 1010140 ph Diego Delso fonte wikipedia

Il tanto discusso tunnel autostradale sotto al sito archeologico di Stonehenge in Inghilterra (ad Amesbury, nello Wiltshire) si farà: è questa la notizia che negli ultimi giorni anima media, comunità scientifica e opinione pubblica della Gran Bretagna e non solo, dando vita a dibattiti, proteste e perplessità che senza dubbio si perpetueranno anche nei prossimi mesi. Il nuovo tunnel andrà a sostituire la altrettanto criticata (da qui infatti nasce la proposta di realizzare il tunnel sotterraneo) e trafficatissima A303, autostrada a due corsie che unisce Basingstoke nell’Hampshire all’Honiton nel Devon passando a poco più di 150 metri dal celeberrimo sito di età neolitica. Ad approvare il progetto è stato il Segretario di Stato per i Trasporti Grant Shapps. 

IL TUNNEL AUTOSTRADALE SOTTO STONEHENGE 

Il piano è stato approvato anche dalla English Heritage, organizzazione non profit che si occupa di oltre 400 monumenti storici tra cui Stonehenge: “posizionare la rumorosa e invadente A303 all’interno di un tunnel farà riconciliare Stonehenge con il paesaggio preistorico circostante e aiuterà le generazioni future a capire e apprezzare meglio questa meraviglia del mondo”, ha dichiarato il CEO Kate Mavor. Il progetto, il cui costo si aggira intorno ai 2 miliardi di euro, prevede quindi la realizzazione di un tunnel a doppia carreggiata a 200 metri di distanza dal sito, portando così “silenzio” nell’area e permettendo ai tanti visitatori – l’anno scorso ne sono stati registrati 1,6 milioni – di fruire del sito UNESCO senza essere circondati dal traffico. Stando a quanto riporta The Guardian, Highways England ha rassicurato che il progetto della realizzazione del tunnel riporterebbe il paesaggio di Stonehenge “alla sua impostazione originale e velocizzato i viaggi da e verso il sud-ovest”; inoltre “conserverà e migliorerà” il sito, e i costruttori stanno lavorando a stretto contatto con English Heritage, National Trust, Historic England e il comitato scientifico indipendente A303. 

IL TUNNEL SOTTO STONEHENGE: LE VOCI CONTRARIE 

La decisione ha naturalmente lasciato scontente molte persone e associazioni, tra cui la Stonehenge Alliance, che ha lanciato una petizione che finora ha raccolto 125mila firme per bloccare la realizzazione del tunnel, e l’archeologo David Jacques, a capo del progetto di ricerca Blick Mead, che ha affermato: “Sono sbalordito che il governo abbia potuto approvare il piano alla luce di quello che stiamo scoprendo, per non parlare di tutti gli altri progetti in corso. È una decisione incredibilmente stupida. Avrà conseguenze non solo per il Regno Unito, ma per tutto il mondo. Non si tratta solo di Stonehenge, si tratta di capire come vivevano le persone nella Preistoria. Questo è uno scandalo internazionale”. A palesare il loro disappunto sono anche i Druidi, in particolare Arthur Pendragon, che sostiene di essere l’incarnazione del vecchio e del futuro re d’Inghilterra e di essere pronto a manifestare sdraiandosi davanti ai bulldozer per fermare i lavori che, stando a quanto anticipato da Highways England, potrebbero iniziare nel 2023.

– Desirée Maida

UN LIBRO per saperne di più su Stonehenge

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.