A tredici anni dalla scoperta, apre finalmente al pubblico la Villa dei Mosaici di Spello

Tredici anni dopo la fortuita scoperta, nella “Splendidissima Colonia Julia”, già nota per la Cappella Baglioni di Pinturicchio, diventa fruibile al pubblico una residenza di età imperiale con pavimenti a mosaico.

Villa dei Mosaici di Spello (Perugia). Courtesy Sistema Museo
Villa dei Mosaici di Spello (Perugia). Courtesy Sistema Museo

Difficilmente, viaggiando lungo la SS 75 Centrale Umbra, si resiste alla tentazione di una deviazione a Spello (Perugia), il cui profilo urbano, ancora così compatto e organico, sembra adagiato su una propaggine del monte Subasio. Fondata gli Umbri, conquistata dai Romani, ribattezzata in età augustea “Splendidissima Colonia Julia”, nel luglio 2005 l’antica Hispellum ha iniziato a restituire una potente traccia del suo passato, fornendo un’ulteriore testimonianza della sua stratificata identità. Nel corso dei lavori per la realizzazione di un parcheggio pubblico in località Sant’Anna, appena fuori dalla cerchia muraria trecentesca, emersero infatti i resti di un antico mosaico. Si sarebbe trattato solo del primo nucleo di una residenza di grandi dimensioni, destinata a rivelarsi nella sua preziosità nelle successive fasi di scavo e restauro, entrambe guidate dall’allora Soprintendenza archeologica dell’Umbria. A tredici anni da quella scoperta – e dopo un decennio di ricerche e un investimento di oltre 4 milioni di euro, sostenuto da Regione Umbria, amministrazione comunale, MiBACT e dal programma comunitario Por Fesr -, la Villa dei Mosaici di Spello è pronta ad accogliere i visitatori. Raccolta in una struttura museale “su misura”, dispone di una successione ambienti: di questi, dieci conservano pavimenti a mosaici policromi, con motivi geometrici e figurati, tra cui un sole radiante, figure allegoriche e animali, anche esotici.

L’INTERVENTO ARCHITETTONICO

La Villa, della quale sono state identificate due fasi costruttive – la prima di età augustea (27 a.C.-14 d.C.); la seconda in età imperiale, verso la fine del II secolo d.C. – è stata oggetto dell’intervento architettonico condotto dallo Studio Alfio Barabani Architects. “Il primo sopralluogo al cantiere degli scavi”, ha ricordato l’architetto Barabani nelle note di progetto, “ci ha posto di fronte, proprio come un primo piano cinematografico, lo splendido paesaggio della città, in una prospettiva di grande armonia compositiva, dove la bidimensionalità della cinta muraria, il volume tondo della torre la guglia piramidale di un campanile così come il volume quadrangolare dell’altro, invadono lo spazio antistante.” Prendendo dunque le distanze dal posizionamento di una basica copertura sopra al sito archeologico, il team dei progettisti ha scelto di “ristendere il piano di campagna del vigneto confinante sopra la Villa, sollevandolo dolcemente in alcune sue parti per creare degli “occhi” sulla città”.

TRA APP E PERCORSI DIDATTICI

Rame e calcestruzzo pigmentato sono stati i materiali scelti per le pareti della struttura, preferiti a soluzioni come il laterizio o la pietra del Subasio allo scopo di generare un “registro autonomo” rispetto alle peculiarità della stessa Villa e del borgo di Spello. Il tetto verde, infine, “oltre a ripristinare la continuità paesaggistica con il piano del vigneto, ci consente di ridurre notevolmente il surriscaldamento estivo con conseguente riduzione del fabbisogno energetico connesso al raffrescamento”, ha precisato ancora Alfio Barabani. L’intera struttura museale è inoltre provvista di sensori Beacon, che mediante l’app dedicata consentono di accedere a informazioni aggiuntive nel percorso di visita. Eventi, visite didattiche – a partire dai 6 anni -, visite sensoriali, laboratori tematici, tra cui quelli sulle tecniche del mosaico e dello sbalzo su metallo, integrano l’offerta complessiva.

      Valentina Silvestrini

http://www.villadeimosaicidispello.it/
http://www.umbriaterremusei.it/

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​