A Venezia una mostra fotografica per raccontare Pellestrina, l’isola sottile e fragile della Laguna

Dalla rarefazione dell’inverno ai colori dell’estate, gli scatti di Anton Giulio Onofri raccontano l’identità mutevole di una sottile striscia di terra nella Laguna veneta. Visibile sino al 4 novembre, la mostra si snoda tra gli spazi della Fondazione Querini Stampalia e della Galleria 200C Giudecca. Le immagini


Undici chilometri di terra sospesi tra la laguna e il mare, una larghezza che varia da poche decine di metri a oltre un chilometro: Pellestrina è una delle geografie più singolari del paesaggio veneziano. Separata da Chioggia dalle bocche di porto omonime e dal Lido di Venezia attraverso il bacino di porto di Malamocco, l’isola si articola nei borghi di Santa Maria del Mare, San Piero in Volta e Pellestrina. È questo lembo di terra, continuamente esposto alla forza dell’acqua e al mutare delle stagioni, il protagonista di Pellestrina isola sottile, la mostra fotografica di Anton Giulio Onofri (Roma, 1959), ospitata alla Fondazione Querini Stampalia e alla Galleria 200C Giudecca. Visibile sino al 4 novembre, il progetto invita il pubblico a osservare un territorio in cui il paesaggio è una presenza viva, capace di raccontare il rapporto fragile tra ambiente, comunità e intervento umano.

Pellestrina si racconta nella (doppia) mostra di Anton Giulio Onofri a Venezia

Curata da Cristiana Collu e Olga Strada, la mostra si sviluppa in due sedi veneziane, ciascuna dedicata a una diversa stagione. Alla Fondazione Querini Stampalia, a Castello, sono esposte cinque fotografie realizzate durante l’inverno, quando Pellestrina sembra restringersi fino a diventare una sottile linea protesa verso il mare. Procedendo verso Ca’ Roman, le case, le strade e le presenze umane si diradano, mentre la vegetazione, gli animali e il vento riconquistano spazio.
Alla Galleria 200C Giudecca, invece, le immagini estive restituiscono il volto più animato dell’isola: le facciate colorate, i campanili, le barche all’ormeggio e una comunità che si riappropria dei propri spazi. A collegare i due nuclei fotografici è il testo inedito di Giovanni Montanaro, ampliandone la dimensione narrativa.

Quando il paesaggio si sottrae allo sguardo umano

Nella ricerca di Onofri, la fotografia diventa uno strumento per rallentare e osservare ciò che la quotidianità tende a lasciare sullo sfondo. La dimensione invernale di Pellestrina richiama idealmente Roma città chiusa, il progetto realizzato dal fotografo durante l’emergenza Covid, quando il litorale di Ostia diventava il luogo in cui registrare la sospensione di un mondo improvvisamente svuotato. Qui, il tempo sospeso non deriva da una condizione eccezionale, ma dal ritmo stesso dell’isola e dal suo rapporto con le stagioni. Quando la presenza umana arretra, la flora e la fauna tornano visibili e il territorio sembra sottrarsi, almeno per un momento, alla misura dell’uomo. Questa quiete conserva però una tensione sottile: il mare che circonda Pellestrina è anche una minaccia costante, e i Murazzi che proteggono l’isola ricordano la precarietà dell’equilibrio tra insediamento umano e ambiente naturale.

Pellestrina isola sottile, mostra fotografica di Anton Giulio Onofri
Pellestrina isola sottile, mostra fotografica di Anton Giulio Onofri

Pellestrina: un territorio continuamente esposto e da proteggere

“Nel settembre 2025 ero al Lido di Venezia per la Mostra di Arte Cinematografica, dove ogni anno concludo le mie vacanze. In un pomeriggio di programmazione scarsamente interessante ho deciso di montare su un autobus e su un ferry per spingermi verso Pellestrina, l’isola che, come una striscia ancora più sottile, continua la barriera che protegge la Laguna e arriva fino a Chioggia. Il cielo era azzurro e il sole caldo senza opprimere esaltava l’allegria dei colori delle facciate delle case restaurate e ridipinte di fresco”, spiega il fotografo Anton Giulio Onofri. “Avevo con me l’iPhone e non ho resistito a tutto quell’arcobaleno, ed è nato questo ciclo di 12 immagini estive. Ho voluto ritornare in inverno, stavolta con la Leica, e avventurarmi fin dove, distratto dai colori accesi, non mi ero addentrato in estate. E ho trovato luci più spente, forse cupe, ma sempre consapevoli, come i colori di settembre, di un territorio continuamente esposto e da proteggere, che ho provato a catturare in 5 immagini di grande formato”.

Pellestrina isola sottile, mostra fotografica di Anton Giulio Onofri
Pellestrina isola sottile, mostra fotografica di Anton Giulio Onofri

Una mostra per due spazi

“Per caso Olga Strada, proprietaria della Galleria 200C Giudecca a Venezia, ha avuto l’idea di una mostra dedicata agli scatti di formato più piccolo per il suo incantevole spazio affacciato accanto al Redentore di Palladio e di fronte alla Chiesa della Salute, invitando a curarla Cristiana Collu, appena insediata alla direzione della Fondazione Querini Stampalia: è lei che ha avuto l’idea di ospitare nello Spazio Q della Fondazione altre immagini, più grandi, che inquadrassero Pellestrina d’inverno, ugualmente colorata, ma in apparenza più fragile, sospesa nell’attesa di un qualcosa che il silenzio sembra sempre promettere”, continua il fotografo. “Per entrambi i cicli, il giovane scrittore veneziano Giovanni Montanaro ha fornito un testo che aderisce alla rarefazione delle foto come la pelle di una lucertola guizzante e vivace sotto il sole estivo, e addormentata nei mesi freddi per metabolizzare in sogno il colore congelato delle case, del cielo e del mare”.

Pellestrina, isola sottile – Anton Giulio Onofri
Fondazione Querini Stampalia – Campiello Santa Maria Formosa, 5252
Galleria 200C Giudecca – Fondamenta S. Giacomo, 200/C
Dal 24 settembre al 4 novembre 2026

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