A Venezia apre un museo privato dedicato al Carnevale: arte, maschere, moda e design

Il Venice Carnival Museum debutta a Palazzo Dolcetti durante i festeggiamenti per il Giovedì Grasso. In mostra la collezione d’arte e costumi storici di Arnold Uvarov. Per raccontare la storia di Venezia e mostrare le influenze dell’immaginario carnascialesco sui maestri dell’arte 

Raccontare il Carnevale nella sua dimensione di fenomeno estetico e sociale. E dove, se non a Venezia? Il Venice Carnival Museum, che debutta nel pieno dei festeggiamenti per il Giovedì Grasso, si propone di consolidare il legame tra l’identità culturale locale – nella Serenissima il Carnevale fu dichiarato festa pubblica con editto del Senato nel 1296 – e l’immaginario artistico che nel tempo ha attinto alle suggestioni di un antichissimo rito collettivo. 

A Venezia apre un museo privato dedicato al Carnevale: arte, maschere, moda e design
Venice Carnival Museum

Il Carnevale a Venezia

La festa più liberatoria dell’anno – nata per scongiurare il rigore dell’inverno con giochi, scherzi e travestimenti e consentire l’inversione provvisoria dei ruoli e delle identità – ha trovato a Venezia, sin dal Trecento, una sua declinazione peculiare e fuggevole ai limiti imposti dalla Chiesa, perché vissuta, in primis dai Dogi, come momento di riaffermazione del prestigio e della libertà della Repubblica, fino alla sua caduta alla fine del Settecento. Sono nati in questo contesto gli spettacoli in piazza San Marco e il volo dell’Angelo, i balli in costume e le regate carnascialesche. Ma solo nel 1980, dopo un’interruzione di quasi due secoli iniziata con l’occupazione napoleonica, il Carnevale di Venezia come lo conosciamo oggi riprese slancio, rifacendosi allo spirito barocco del Seicento.

Il Venice Carnival Museum. La collezione di Arnold Uvarov

A Palazzo Dolcetti, in Fondamenta Zattere al Ponte Longo, questa storia prende forma attraverso opere di pittura, scultura e ceramica, costumi storici che costituiscono la collezione privata di Arnold Uvarov. Per molti anni, il collezionista ha raccolto opere ispirate al Carnevale e alla Commedia dell’Arte, con l’obiettivo di riportare alla luce manufatti veneziani dispersi, ma anche di mostrare quanto il Carnevale di Venezia abbia influenzato i maestri della storia dell’arte. Un lungo lavoro frutto di ricerche tra collezioni private, gallerie e mercati internazionali.

Le opere in mostra e il percorso del Venice Carnival Museum

Il nuovo museo, che si articola in cinque spazi espositivi, segue quindi il fil rouge della trasformazione e dell’ambiguità attraverso i lavori esposti, opera di artisti di fama internazionale – da Gino Severini a Joan Mirò, a James Holland – e figure strettamente legate alla tradizione veneziana e alle arti applicate, come Geminiano Cozzi e Luigi Fabris. La raccolta spazia in tre secoli di storia, dal Settecento al Novecento, annoverando anche due opere autografe di Picasso e un piatto firmato da Jean Cocteau (nella quinta sala, dedicata al Novecento e all’evoluzione del Carnevale nell’arte moderna).
Si comincia calandosi nella dimensione teatrale e spettacolare di Venezia, per poi approfondire il tema dell’identità e dei suoi travestimenti, celebrando la figura umana e la mondanità del Carnevale veneziano. Qui, accanto ai dipinti di Claudio Rinaldi e Henri Serur, stanno le opere decorative in porcellana di Geminiano Cozzi e l’abito appartenuto alla favorita del figlio del re di Francia Luigi XV. La terza sala è un inno a Venezia attraverso un ciclo di dipinti, realizzati a olio su tela e databili dalla prima metà alla metà del Novecento, che raccontano scene urbane, paesaggi e momenti festivi del Carnevale. La sala ospita anche le sculture di Fabris sul tema della maschera. Nella quarta sala ci si sofferma, invece, sul desiderio di modernità, eleganza e progresso che si faceva strada agli inizi del XX Secolo. A rappresentare questa stagione, c’è anche l’abito Delphos di Mariano Fortuny. Si chiude con un focus sulle influenze del Carnevale sul mondo dell’arte. Le figure della Commedia dell’Arte — Arlecchino, Pulcinella, Pierrot — riemergono come simboli di libertà, metamorfosi e resistenza interiore nelle opere di Picasso, Cocteau e Severini. E il Carnevale diventa un atto intimo e creativo.

A Venezia apre un museo privato dedicato al Carnevale: arte, maschere, moda e design
Pattarino, Venice Carnival Museum

Un nuovo museo per Venezia

Volevamo restituire al Carnevale la sua complessità, mostrarne i riflessi nell’arte, nella moda, nella vita sociale di epoche diverse. Questo museo è un tributo a Venezia, alla sua capacità di trasformarsi e di ispirare creatività in ogni tempo”, spiega Uvarov. Il pubblico di riferimento, dunque, non sarà confinato ai turisti che visitano Venezia durante il Carnevale. Si punta, invece, a conquistare anche gli studiosi della materia, e più in generale tutti coloro che vogliono leggere la storia di Venezia da nuove prospettive.
Dal 12 febbraio 2026 (inaugurazione alle 17), il Venice Carnival Museum sarà aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. I biglietti (costo d’ingresso 10 euro) sono già prenotabili online.

Livia Montagnoli

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