La Pinacoteca di Ancona riapre e racconta la storia della città

Un nuovo allestimento restituisce alla città il patrimonio artistico di Palazzo Bosdari, tra grandi capolavori, identità civile e visione contemporanea

Dopo due anni di chiusura, Ancona ritrova uno dei suoi luoghi simbolo della cultura. La Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” ha riaperto al pubblico con un nuovo allestimento delle sale permanenti, restituendo alla città e ai visitatori una delle collezioni pittoriche più rilevanti delle Marche. Un ritorno atteso, che non coincide soltanto con la riapertura di un museo, ma segna il compimento di un articolato progetto di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio artistico civico. 

Francesco Podesti e l’identità civile di Ancona 

Il percorso di visita prende avvio significativamente dalle opere di Francesco Podesti (Ancona, 1800 – Roma, 1895), cui è dedicata un’intera sezione introduttiva. Qui domina lo spazio espositivo il monumentale Giudizio degli Anconetani (databile tra il 1844 e il 1847), che avvolge la sala e si impone come manifesto visivo e civile della collezione, affiancato da altri capolavori dell’artista. L’insieme restituisce con chiarezza il ruolo centrale di Podesti nella costruzione dell’identità figurativa, storica e morale della città, riaffermandone la statura nel panorama della pittura ottocentesca italiana. 

Un nuovo percorso per rileggere l’opera di Podesti 

Le opere del pittore anconetano si presentano oggi secondo un itinerario espositivo profondamente rinnovato rispetto al passato. Il nuovo allestimento, svincolato da una rigida successione cronologica, privilegia una lettura tematica e stilistica che mette in dialogo la grande pittura storica, l’intensità patetica della produzione sacra e l’attenzione rigorosa al dato psicologico nei ritratti e nelle scene corali, come Eteocle e Polinice (1824) e il bozzetto de La proclamazione del dogma dell’Immacolata, realizzato poco prima del 1870. Ne emerge, di conseguenza, una visione più complessa e articolata dell’artista, capace di tenere insieme l’eredità neoclassica, fondata su equilibrio compositivo e controllo formale, e una sensibilità più drammatica e narrativa, attenta alla gestualità, al movimento e alla costruzione teatrale dello spazio. 

Pinacoteca Civica "Francesco Podesti" di Ancona. Ph: Emanuela Pisano
Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona. Ph: Emanuela Pisano

Palazzo Bosdari e le origini della pittura adriatica 

Ospitata nello storico Palazzo Bosdari, la Pinacoteca di Ancona custodisce opere che attraversano cinque secoli di storia dell’arte, dal Quattrocento al Novecento. Nella prima sala del primo piano tornano visibili, secondo un assetto già sperimentato in passato, opere di grande rilievo storico come la Circoncisione (datata tra il 1400-1410) di Olivuccio di Ciccarello (Camerino, 1365 – Ancona, 1439) e la Madonna con Bambino (1480) di Carlo Crivelli (Venezia, 1435 – Ascoli Piceno, 1495) in una sequenza che restituisce efficacemente il clima figurativo del primo Rinascimento adriatico e il ruolo di Ancona nel panorama artistico dell’epoca. 

Il confronto tra i capolavori di Tiziano  

Il nuovo percorso consente inoltre di ammirare nuovamente capolavori assoluti della pittura italiana, come la celebre Pala Gozzi di Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1488 ca. – Venezia, 1576) realizzata nel 1520 e la Crocifissione 1558 dello stesso artista, ora poste in relazione diretta, senza mediazioni che ne attenuino il confronto visivo e iconografico. Un accostamento che esalta la potenza compositiva e luministica del maestro veneziano. 

Dentro e fuori dalla Pinacoteca: Andrea Lilli e Lorenzo Lotto 

In un’altra sala, all’interno della sezione storicamente dedicata ad Andrea Lilli (Fano, 1570 – Ascoli Piceno, 1642), trovano spazio opere dal carattere visionario e quasi surreale dello stesso pittore, accanto a una veduta inusuale Veduta di Ancona (1597), con il sistema delle portelle di accesso al porto, le torri e i campanili del tessuto urbano. In questo stesso ambiente è stata isolata la Pala dell’Alabarda (1539) di Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556), per restituirle il giusto rilievo e consentire una fruizione più consapevole di uno dei vertici più intensi della sua produzione. Il confronto invita anche a estendere lo sguardo oltre il museo: poco distante, nella chiesa di San Francesco alle Scale, è conservata l’Assunzione di Maria del (1549-1550), ultimo dipinto di Lotto prima del ritiro a Loreto come oblato. 

Il Seicento tra spiritualità e teatro della luce 

Salendo di livello, il percorso prosegue in una sala di grande suggestione, dominata dall’Immacolata Concezione (1640-1650) del Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666), tra le più alte espressioni della pittura seicentesca italiana, capace di coniugare tensione spirituale, forza plastica e intensità luministica. Completano l’itinerario opere di particolare interesse storico e collezionistico, come la tela La Vergine i tre Santi (1672) di Carlo Maratta (Camerano, 1625 – Roma, 1713) realizzata per l’altare maggiore della chiesa di San Nicola e la suggestiva Negromante, attribuita ad Angelo Caroselli (Roma, 1585 – 1652), dipinto di forte impatto narrativo e simbolico. 

Ancona tra Ottocento e Novecento

Di rilievo anche la piccola, ma significativa sezione dedicata alla pittura italiana dell’Ottocento, che documenta lo sviluppo delle scuole regionali dopo la metà del secolo. Qui prevalgono soggetti marini e vedute legate al porto di Ancona, testimonianza del profondo e persistente rapporto identitario della città con il mare. Il Novecento e la contemporaneità trovano una nuova e più coerente sistemazione. Le opere di Valeriano Trubbiani (Macerata, 1937 – Ancona, 2020) sono ora collocate in uno spazio unitario, pensato per valorizzare il verticalismo di Costretta (1963) e il dinamismo di Stato d’assedio (1972), offrendo una lettura organica dell’intero arco produttivo dell’artista, anche grazie ai lavori realizzati in inchiostro e tempera.  

Un allestimento sobrio e contemporaneo 

Il riallestimento ridisegna in modo significativo l’esperienza di visita, proponendo un percorso più chiaro, fluido e leggibile, capace di valorizzare le opere senza ricorrere a soluzioni scenografiche invasive. Centrale è il nuovo sistema di illuminazione, basato su luci a LED a basso consumo e ad alta resa cromatica, studiate per garantire una lettura naturale dei dipinti e, al tempo stesso, la loro corretta conservazione. 

Un museo tra tradizione e contemporaneità 

La riapertura della Pinacoteca si inserisce in un più ampio progetto di rilancio culturale della città, che guarda al futuro senza recidere il legame con la propria storia. In questa prospettiva si colloca anche il ritorno del Premio Marche ad Ancona, dopo oltre vent’anni, con una nuova mostra che riafferma il ruolo del museo come luogo di dialogo tra tradizione e contemporaneità. Realizzato dal Comune di Ancona con il contributo della Regione Marche e il sostegno di sponsor privati, l’intervento rientra nel programma di lavori avviato con fondi del PNRR per l’adeguamento impiantistico e la messa in sicurezza di Palazzo Bosdari. Parallelamente è stato sviluppato un progetto scientifico delle collezioni, orientato a rendere il museo più accessibile e inclusivo, anche grazie alla collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero. Con 133 opere esposte e oltre 600 conservate nei nuovi depositi attrezzati, la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” si presenta oggi come un museo pienamente inserito in una rete culturale che unisce il centro storico, il porto e i principali luoghi monumentali della città. Un segnale concreto di come la valorizzazione del patrimonio possa diventare motore di identità, crescita e visione culturale per il futuro.

Andrea Carnevali 

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Andrea Carnevali

Andrea Carnevali

Andrea Carnevali è nato e vive a Ancona. Si è laureato in Lettere moderne a Urbino e ha conseguito un Master in Nuove Metodiche Didattiche nello stesso ateneo. Ha conseguito il corso di specializzazione biennale in Storia delle tecniche artistiche:…

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