La controcultura visiva va online con la Biblioteca Hertziana e la Fondazione Echaurren Salaris

La cultura artistica nata tra i movimenti anni Sessanta e Settanta sbarca in digitale, con oltre mille documentari per incentivare la ricerca su questo periodo storico. Il progetto vede la collaborazione tra la Biblioteca Hertziana e la Fondazione Echaurren Salaris

L'ingresso della Biblioteca su Via Gregoriana 30 - foto Andrea Jemolo - copyright Bibliotheca Hertziana
L'ingresso della Biblioteca su Via Gregoriana 30 - foto Andrea Jemolo - copyright Bibliotheca Hertziana

Da un anno a questa parte il web ha incrementato il suo ruolo nell’archiviazione, fruizione e consultazione del materiale storico-artistico raro. Ne è un esempio la nuova collezione digitale di controcultura visiva, con oltre 1.000 documenti disponibili online, nata dalla collaborazione tra la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte e la Fondazione Echaurren Salaris nell’ambito di Rome Contemporary, iniziativa del Dipartimento Weddigen Art of the Modern Age in a Global Context intenta a rivalutare il significato della Capitale italiana nel campo dell’arte durante il XX e XXI secolo. Per l’occasione, sono stati scansionate innumerevoli fanzine, appunti, disegni, manoscritti e riviste, come ad esempio A/Traverso, Viola e Oask?!, per un totale di 30.000 scanning ad alta risoluzione. Tra i tanti attori protagonisti tra gli anni ’60 e ’70 non si può non citare l’artista Pablo Echaurren, uno dei capisaldi della controcultura visiva: le sue opere degli anni ’70, in particolare i suoi acquarelli, smalti, quaderni di appunti, disegni e fotografie, insieme a una vasta raccolta di materiali tra manifesti e volantini che l’artista ha conservato in quel periodo, costituiscono il più importante archivio di documenti della creatività politico-artistica post ’68, un momento che segna profondamente la storia dell’Italia contemporanea.

TEASER: [it] Pablo Echaurren e gli anni della controcultura from Bibliotheca Hertziana on Vimeo.

CONTROCULTURA, LA NASCITA DI UN ARCHIVIO UNICO 

Come è nata questa importante e ricca collezione? A parlarne in conferenza stampa sono stati proprio Pablo Echaurren e Claudia Salaris, sottolineando diversi aspetti interessanti e aneddoti di quegli anni. “Più che una collezione”, così esordisce Claudia Salaris, “possiamo definirlo un archivio, perché il cuore di questa raccolta è l’archivio di Pablo Echaurren degli anni ’70 che comprende le fanzine da lui realizzate e degli altri materiali che raccoglieva all’epoca e anche le sue opere, anche quelle più politicizzate”. Insomma, nonostante questo sia il cuore pulsante e identitario della raccolta, la documentazione si è poi ampliata negli anni, “notevolmente negli anni ’90,” sottolinea Salaris, “quando decidemmo di pubblicare una serie di libri, Pablo per conto suo, io idem e uno insieme sulla controcultura”. 

L’ARCHIVIO DI PABLO ECHAURREN 

Il materiale era fondamentale anche per capire il fermento creativo e politico del pre e post ’68, su cui si spesero in profonde riflessioni anche illustri intellettuali come Calvesi e Umberto Eco. Diciamo anche che i vari movimenti che si discostavano e ribellavano ai dicktat sociali hanno preparato negli anni quello che poi sfociò in un Sessantotto vivace e acceso, “lasciando alle spalle l’aspetto settoriale dell’underground per praticare una controcultura di massa”. Rispetto alla genesi di Oask?!, invece, prende la parola Pablo Echaurren, che sottolinea come parlare della storica rivista è un po’ come parlare di se stesso, ricordando un aneddoto che si reiterava nelle varie assemblee del periodo, “quando qualcuno interveniva in un’assemblea e cominciava a delineare i destini del proletariato o della rivoluzione, noi gridavamo ‘parla di te stesso’, sottinteso ‘se ne sei capace’”. Nei tanti mostriciattoli che animavano la fanzine, c’erano i diversi, i freak. “In realtà è stata un’avventura programmaticamente collettiva, e fu il prodotto di tante menti che hanno lavorato assieme”, continua Echaurren. “Fu fatto sul tavolino che Fabrizio Gabianelli – che possiamo definire il capo degli Indiani Metropolitani- e io utilizzavamo gran parte del tempo e dove tutti gli altri ci passavano a trovare, lasciando biglietti, pensieri, carte, comunicati, etc. E poi noi, alla fine, facevamo un collage de materiale senza attribuire le autorialità di nessuno. Eravamo un collettivo”.

Un interno della Biblioteca Hertziana (foto A. Jemolo)

PABLO ECHAURREN, LA STORIA 

Pablo Echaurren nasce a Roma nel 1951, ed intraprende la carriera di pittore nel 1969 con Gianfranco Baruchello e il suo primo gallerista, Arturo Schwarz. In quegli anni lavora anche come autore di fumetti d’avanguardia, Linus e Frigidaire per citarne alcuni, di copertine per libri e manifesti. A caratterizzare la sua produzione è la continua contaminazione fra generi, tra alto e basso, arti visive e arti applicate, attraverso un approccio di natura progettuale, manuale e mentale, tipico del laboratorio. Ne discende, quindi, un’idea dell’artista come artefice e inventore a tutto tondo, passando agilmente dalla pittura alla ceramica, dall’illustrazione al fumetto, dalla scrittura al video. 

BORSE DI STUDIO DEDICATE POST-DOC PER APPROFONDIRE IL GENIO CREATIVO DI QUEGLI ANNI

La Bibliotheca Hertziana ha anche lanciato due borse di studio – di un semestre ciascuna – dedicate alla ricerca sull’arte e la controcultura nell’Italia del Dopoguerra, rivolte proprio a ricercatori post-doc da realizzare presso l’Istituto. La Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte promuove da sempre la ricerca in ambito della storia dell’arte e dell’architettura italiana e globale, e fa parte degli istituti del settore degli studi umanistici della Società Max Planck. Rispetto al progetto di digitalizzazione della collezione controcultura, la Biblioteca dell’istituto ha contribuito con le scansioni del materiale e la sistemazione per la consultazione online. 

– Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.