Arte, musica, cibo, sostenibilità. La nuova estate del bistrot culturale Il Giardino di Lipari

Nato sette anni fa dalla volontà e dalla visione dell’artista Luca Cutrufelli, il bistrot che si trova nel cuore dell’isola di Lipari alle Eolie si appresta a inaugurare la stagione estiva. Con novità che coniugano tradizione e innovazione, sostenibilità e impegno sociale

Il Giardino di Lipari, setting aperitivo
Il Giardino di Lipari, setting aperitivo

Immaginate un agrumeto abbandonato, nascosto tra le mura del centro di Lipari, gioiello tra i gioielli delle isole Eolie, trasformarsi in un giardino in cui, nelle sere d’estate, trascorrono piacevoli momenti isolani e turisti, tra cocktail, piatti e musica raffinati. Un luogo, Il Giardino di Lipari, nato dalla volontà di Luca Cutrufelli, artista messinese classe 1982 che nel 2014 ha dato vita a un progetto che coniuga imprenditoria e arte, sostenibilità e attenzione verso le materie prime, design ed enogastronomia, e che dal prossimo 1 giugno ripartirà per la nuova stagione estiva, nella speranza che la campagna vaccinale inizi a sortire gli effetti sperati e che il turismo possa tornare a essere di nuovo occasione di scoperta di luoghi e realtà come Il Giardino di Lipari.

Il Giardino di Lipari, Luca Cutrufelli
Il Giardino di Lipari, Luca Cutrufelli

LA NUOVA STAGIONE DE IL GIARDINO DI LIPARI 

Ne Il Giardino di Lipari convogliano le due differenti anime di Cutrufelli: quella di artista – Luca durante l’inverno vive e lavora a Parigi, città che lo vede impegnato nella sua ricerca creativa –, e quella di ingegnere edile, con la quale ha seguito da vicino la nascita del locale e ne segue tutte le trasformazioni strutturali, a partire dalla scelta di materiali e mobilio. Una sfida, quella di Cutrufelli, iniziata sette anni fa, e che adesso si appresta ad affrontare l’ennesima sfida, ovvero la prossima stagione estiva, che sarà all’insegna delle novità, dell’ecosostenibilità e dell’arte. “Abbiamo creato un’atmosfera ancorata alle nostre origini siciliane, ma dal respiro internazionale sia dal punto di vista del menu che da quello della scelta musicale e artistica”, spiega Cutrufelli. “Tutt’attorno ci sono oggetti di riuso accostati a pezzi di design, tutti collegati al territorio, innestati in un ambiente glamour che quest’anno sarà rinnovato. L’immagine del nostro bistrot si avvicinerà di più a quella di un ristorante raffinato. Cureremo ogni dettaglio”, continua l’artista, “ad esempio la mise en place dei tavoli sarà composta da elementi di design, realizzati dall’azienda Madeamano (un’eccellenza siciliana), la stessa che ha già realizzato il bancone del nostro bar, in pietra lavica proveniente dall’Etna. Ma non solo: stiamo creando uno shop, sia fisico che on line, con prodotti in gran parte caratterizzati dai sapori del nostro agrumeto. Dal distillato alla confettura, passando per il sugo: tutto sarà all’aroma di mandarino”.

Il Giardino di Lipari, entrata
Il Giardino di Lipari, entrata

Il GIARDINO DI LIPARI: NON SOLO ARTE, ANCHE SOSTENIBILITÀ E SOLIDARIETÀ 

Un altro prodotto che verrà realizzato dai mandarini de Il Giardino è un distillato, realizzato dall’azienda siciliana Giovi, mentre le conserve saranno prodotte dalla collaborazione con la Trimarchi di Villa Marchese. Saranno messe in vendita anche le divise ufficiali del locale, camicie realizzate da Giocherenda, sartoria sociale nata a Palermo dall’idea di giovani arrivati in città da Guinea, Gambia, Mali, Burkina Faso e Marocco. “Le parole chiave di questa stagione saranno tradizione e innovazione siciliana, ecosostenibilità, solidarietà e arte”, conclude Cutrufelli, e forse sono anche gli ingredienti necessari per risollevarsi dalla crisi dell’era pandemica e lanciarsi verso le sfide del prossimo futuro.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.