Cesti di Natale per costruire un Museo dei Beni Culturali ad Arquata del Tronto nelle Marche

È l’audace iniziativa dell’azienda locale Zafferano Piceno, che ha deciso di promuovere i tradizionali cesti natalizi e destinare parte del ricavato alla realizzazione di un museo del territorio marchigiano, fortemente colpito dal terremoto del 2016

Borgo di Arquata del Tronto - fonte wikipedia
Borgo di Arquata del Tronto - fonte wikipedia

Era il 24 agosto del 2016 quando un forte terremoto sommergeva di macerie diversi comuni del centro Italia. Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, (tra i più colpiti, assieme ad Amatrice, Norcia e Accumoli), a distanza di quattro anni dal tragico evento prosegue la difficile e lenta strada della ricostruzione, volgendo questa volta lo sguardo al patrimonio culturale. Subito dopo il sisma, infatti, sculture antiche e dipinti d’epoca sono state recuperate dalle chiese danneggiate e spostate nei locali della Diocesi e della Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Marche, per garantire loro una più sicura conservazione; solo alcune di queste opere sono state in seguito riportate ad Arquata del Tronto e collocate in due piccole chiese prefabbricate. Oggi, l’iniziativa Un Cuore per Ripartire, vuole costruire un luogo da dedicare a questo tesoro storico artistico. 

ZAFFERANO PICENO PER UN NUOVO MUSEO DI ARQUATA DEL TRONTO

Qualche volta dalle macerie nascono buoni spunti: l’idea è partita da Zafferano Piceno, in accordo con la Diocesi e la Soprintendenza, attraverso una formula semplice ma carica di significato simbolico. L’azienda ha ideato dei cesti di Natale, riempiti di ricercatezze locali, che venderà a privati o ad altre aziende per destinare parte del ricavato alla realizzazione di un Museo dei Beni Culturali ad Arquata del Tronto, che possa riportare “a casa” tutta la collezione di opere del territorio. “Quella stessa terra matrigna, che ha cancellato la memoria con la devastazione, oggi si trasforma in generosa madre”, afferma Roberto Tomasone, patron di Zafferano Piceno e promoter del progetto, spiegando che la costruzione di un nuovo museo sarà un impulso decisivo per lo sviluppo del turismo e potrà portare dei benefici anche “alle aziende agricole che operano nel Piceno e in altre zone del centro Italia, anche loro distrutte dal sisma del 2016”. 

COME ACQUISTARE I CESTI DI NATALE PER IL MUSEO DI ARQUATA DEL TRONTO

Per aderire al progetto, basta andare sul sito dedicato all’iniziativa e scegliere il cesto che si desidera tra quelli indicati nel catalogo. I prodotti verranno consegnati a domicilio nel Piceno per evitare assembramenti. “Innanzitutto intendo ringraziare i promotori di questa iniziativa che ci hanno scelto come destinatari della loro opera di solidarietà”, dichiara Don Nazzareno Gaspari, parroco di Arquata del Tronto. “Realizzare un museo ad Arquata significa restituire alla cittadina la sua memoria storica, artistica e culturale. Facendo tornare a casa le opere perse dopo il terremoto. Gli arquatani sono molto affezionati a queste opere e contiamo di restituire a loro almeno quelle visto che viviamo ancora in un contesto dove la ricostruzione si fa attendere”.

– Giulia Ronchi

www.uncuorepericostruire.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.