A Venezia si rilancia il Dorsoduro Museum Mile: quali sono le istituzioni culturali che fanno rete

Gallerie dell’Accademia, Galleria di Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim e Palazzo Grassi – Punta della Dogana si uniscono in un unico circuito culturale, con una comunicazione condivisa e agevolazioni sui biglietti di ingresso

Punta della Dogana © Thomas Mayer
Punta della Dogana © Thomas Mayer

Per reagire alla crisi che ha semi-svuotato la città dal suo turismo di massa, a Venezia alcune istituzioni culturali hanno deciso di rafforzare e rilanciare un circuito nato nel 2015: stiamo parlando di Dorsoduro Museum Mile, che comprende cinque importanti sedi del sestiere di Dorsoduro. Una risorsa necessaria per fare rete e non affrontare da soli questo momento di difficoltà, agevolando e coinvolgendo al contempo il proprio pubblico.

Palazzo Cini. La Galleria, Ph. Matteo De Fina
Palazzo Cini. La Galleria, Ph. Matteo De Fina

IL PERCORSO DI DORSODURO MUSEUM MILE

L’intento è quello di delineare un percorso artistico che attraversi otto secoli di storia, tramite le ricche collezioni custodite in questa parte della città. Non c’è un vero e proprio ordine di visita ma, dal punto di vista temporale, le raccolte più antiche sono conservate nella Galleria di Palazzo Cini, la raffinata casa museo che conserva un nucleo della raccolta di arte antica di uno dei maggiori collezionisti del Novecento italiano, l’imprenditore e filantropo Vittorio Cini. Tra le opere, i maestri toscani Beato Angelico, Filippo Lippi, Sandro Botticelli, Piero di Cosimo e Pontormo, accanto a pezzi del Rinascimento ferrarese, con Ercole de’ Roberti, Cosmè Tura e Dosso Dossi. Si prosegue con le Gallerie dell’Accademia volute nell’Ottocento da un decreto napoleonico e destinate alla formazione di giovani artisti: divise tra le sedi dell’ex chiesa e Scuola di Santa Maria della Carità e del convento dei Canonici, al loro interno si trova la più completa raccolta di arte veneta al mondo dal ’300 all’’800, con capolavori di Bellini, Piero della Francesca, Mantegna, Bosch, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo e Canova. Nel circuito, anche la Collezione Peggy Guggenheim, che sorge all’interno di Palazzo Venier dei Leoni e si affaccia sul Canal Grande. Nella collezione di una figura miliare della storia del mecenatismo – Peggy Guggenheim, appunto – si annoverano le opere delle principali avanguardie del ’900: Pablo Picasso, Vasily Kandinsky, René Magritte, Jackson Pollock, Joan Miró, Alexander Calder, Marc Chagall e Giorgio de Chirico, per citarne alcuni. Infine, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, una delle eccellenze del panorama contemporaneo veneziano: si tratta della doppia sede della fondazione di François Pinault, patron del gruppo Kering, la cui offerta si alterna tra esposizioni tematiche di opere della collezione privata e mostre personali di grandi artisti del presente.

© Collezione Peggy Guggenheim. Photo Matteo De Fina
© Collezione Peggy Guggenheim. Photo Matteo De Fina

LE AGEVOLAZIONI DI DORSODURO MUSEUM MILE

La principale iniziativa rivolta ai visitatori è lo sconto sul biglietto di ingresso che riguarda ognuna delle istituzioni coinvolte nel Dorsoduro Museum Mile: è sufficiente infatti esibire un biglietto a pagamento di una delle collezioni per usufruire di riduzioni per l’accesso ad altre sedi. La stessa dinamica vale per tutti i possessori della Membership Card di una delle istituzioni partner. “Rilanciare oggi un’iniziativa tanto ambiziosa come Dorsoduro Museum Mile e arricchirla di nuove opportunità per i visitatori, è il segno della necessità di pensare in modo collettivo, una risposta sinergica alla crisi che stiamo vivendo”, commenta dichiara Bruno Racine, Direttore e Amministratore Delegato di Palazzo Grassi – Punta della Dogana. “Offrire al pubblico la possibilità di ripercorrere la storia dell’arte attraverso le collezioni di istituzioni pubbliche e private che, insieme, rappresentano una proposta culturale di alto livello in una delle aree più suggestive della città di Venezia”. Per tariffe e agevolazioni (e per controllare le possibili variazioni causate dalla normativa anticontagio da Covid-19) è necessario consultare il sito web di ogni istituzione.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.