Portraying Pregnancy, a Londra una mostra racconta la rappresentazione della gravidanza nell’arte

Prima nel suo genere, l’esposizione indaga in che modo, negli ultimi 500 anni, le arti visive abbiano rappresentato il corpo della donna durante il periodo della gravidanza

Marcus Gheeraerts II Portrait of a Woman in Red, 1620 © Tate - (detail)

Dall’antichità a oggi, le arti visive hanno offerto della donna e del corpo femminile innumerevoli rappresentazioni, a partire dalla Venere di Willendorf – evidente simbolo di fertilità e prosperità –, passando dalle eleganti dame rinascimentali fino a giungere agli scatti fotografici immortalanti attrici e top model. Una mostra in corso fino al 26 aprile al Foundling Museum di Londra si chiede però in che modo la donna sia stata rappresentata – o non rappresentata – durante una particolare condizione della sua vita: la gravidanza. Tema, questo, fortemente legato alla storia dello stesso museo l’istituzione infatti la storia del Foundling Hospital, la prima organizzazione benefica del Regno Unito fondata per accogliere e prendersi cura dei bambini abbandonati.

Ghislaine Howard, Self Portrait Pregnant, 1984 © Ghislaine Howard
Ghislaine Howard, Self Portrait Pregnant, 1984 © Ghislaine Howard

LA MOSTRA PORTRAYING PREGNANCY A LONDRA 

Portraying Pregnancy: From Holbein to Social Media è il titolo dell’esposizione che riunisce immagini e ritratti di donne – principalmente britanniche – rappresentate durante il periodo della gravidanza. Attraverso dipinti, stampe, fotografie, oggetti e abiti dal XV secolo ai giorni nostri, Portraying Pregnancy esplora i diversi modi in cui la gravidanza è stata rappresentata nelle arti visive, e soprattutto in che modo le convenzioni sociali hanno influito sulle rappresentazioni delle donne in stato interessante. Attraversando 500 anni di storia, la mostra vuole inoltre riflettere sul modo in cui, nel corso del tempo, sia anche cambiata la percezione e il significato di tali rappresentazioni. Il primo ritratto esposto nella mostra è il disegno di Hans Holbein II della figlia di Sir Thomas More, Cicely Heron, realizzato tra il 1526 e il 1527, in prestito dalla Royal Collection, per poi proseguire, tra le altre, con opere di William Hogarth per arrivare alla contemporaneità con Jenny Saville e Chantal Joffe. Chiude la mostra il ritratto che il fotografo Awol Erizku ha realizzato per la cantante Beyoncé, uno scatto diventato celebre soprattutto sui social network in cui la popstar è stata immortalata mentre era in attesa di due gemelli.

GRAVIDANZA E ARTE: IL PROGETTO DI ANTONIO MARTINO

Il tema della mostra londinese è portato avanti, in Italia, da un medico e collezionista che da sempre coniuga arte e cura: si tratta di Antonio Martino, ginecologo che negli anni ha dato vita a numerosi progetti, portando ad esempio moltissime donne incinte al Maxxi di Roma, alle Gallerie di Italia di Milano, al Museo Madre di Napoli, “mettendo così in atto un processo esattamente inverso a quello di portare l’arte negli ospedali, che già da anni in Italia funziona ad esempio presso il Policlinico S. Anna di Torino”, come ci racconta in questo articolo, o portando le opere d’arte all’interno della sala d’attesa del pronto soccorso di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma.

– Desirée Maida 

Londra // fino al 26 aprile 2020
Portraying Pregnancy: From Holbein to Social Media
A cura di Karen Hearn
Foundling Museum
40 Brunswick Square
www.foundlingmuseum.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.